Una città in cui perdersi: le opportunità per Venezia con il progetto Slow Food Central Europe

Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Venezia è indubbiamente una delle destinazioni turistiche più note al mondo. Questo primato a livello internazionale esige però particolare attenzione nel preservare e trasmettere il patrimonio artistico e culturale della città alle generazioni future.

Oggi il turismo a Venezia è un’industria fondamentale, ma che ha bisogno di essere guidata e regolata. Spesso per il turista è difficile comprendere quali sono i “posti giusti” in cui andare per conoscere le produzioni locali e le risorse del territorio e il mercato purtroppo si adatta alla domanda, che spesso non conosce o non ha la possibilità di avere le giuste informazioni.

Le attività del progetto Slow Food Central Europe si inseriscono in questo scenario, per trasformare il turismo veneziano in risorsa e permettere di educare turisti e cittadini, mettendo in rete produttori e ristoratori per trasmettere e difendere l’identità culturale delle produzioni locali.

“A Venezia dobbiamo lavorare molto sull’esperienza – spiega Paola Mar, Assessore al Turismo della Città – che in fondo è il tipo di turismo ricercato dalle nuove generazioni. E dal punto di vista enogastronomico la nostra città, e il territorio che la circonda, possono offrire davvero molto. Bisogna comprendere che è necessario comunicare in modo diverso, cambiare il punto di vista. Dobbiamo cercare di interpretare la cultura degli altri e comprendere cosa potrebbe interessare a chi viene a visitare la nostra città. Venezia è il primo esempio di multietnicità della storia italiana, è quindi facile per noi declinare gli itinerari, cambiando l’approccio con cui i turisti si avvicinano alla città”.

È una sfida innanzitutto culturale, dunque, la stessa che in fondo cerca di affrontare Slow Food. Fare rete è la carta vincente e una delle caratteristiche fondamentali del progetto Central Europe è la possibilità di vedere come anche le altre città mettono in atto le loro attività e poter condividere problemi e soluzioni, oltre che risorse.

L’Assessorato al Turismo del Comune di Venezia ha costituito l’OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione Turistica) al fine di creare sinergie e forme di cooperazione fra soggetti pubblici e privati per lo sviluppo di un turismo qualificato e dare avvio ad azioni concrete che connettano aree rurali e urbane e valorizzino al meglio il patrimonio di saperi e tradizioni locali. All’OGD “Venezia”, presieduta dal Comune di Venezia, spettano le funzioni e le attività di “Destination Management”, il processo di gestione strategica del territorio finalizzato a generare flussi turistici di incoming equilibrati, sostenibili e adeguati alle esigenze economiche degli attori coinvolti. Nel “Destination Management Plan” di Venezia sono state declinate tutte le forme di turismo rispettose dell’ambiente e strettamente legate alle diverse esperienze che si potranno vivere. Non saranno solo legate all’enogastronomia e alla filiera che sta dietro questo settore, ma sicuramente questo sarà uno dei filoni più importanti. Tra le attività concrete già messe in atto: una delibera del Comune che  regolamenta l’apertura di ulteriori locali in città solo se viene garantito l’utilizzo di prodotti del territorio e lo studio di itinerari dedicati alle diverse esigenze dei visitatori.

“I tempi stanno cambiando e la curva della globalizzazione potrebbe essere in fase discendente. – conclude Paola Mar – La diversità diventerà un’eccellenza e sarà ambita come tale. Venezia è uno storico laboratorio multietnico dove il patrimonio enogastronomico può diventare una risorsa fondamentale per il turismo esperienziale del futuro e per educare cittadini, produttori e turisti a rispettare le tradizioni locali. Vorremmo ricreare la rete che già un tempo esisteva tra la città di Venezia e le aree circostanti, tra consumatori, produttori e amministratori. Vorremmo che Venezia diventasse finalmente una città in cui perdersi per scoprire la  “città vera”. Un’opportunità per il turismo attuale, ma anche, e soprattutto, per aumentare la consapevolezza dei cittadini sul valore del loro territorio, delle sue tradizioni e produzioni; solo così potremo tutelare la vera Venezia”.

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