Slow Food-CE: la città di Kecskemét si impegna a favore dei piccoli produttori, dell’educazione e della condivisione

Kecskemét si trova nell’Ungheria centro meridionale, nel bel mezzo della Grande pianura ungherese. La sua posizione, al centro di vie commerciali e di aree fertili, ne ha consentito da sempre uno sviluppo lento ma costante. Le condizioni climatiche e il terreno pianeggiante che la circonda, inoltre, fanno della città un importante centro agricolo. Oggi però anche l’industria si è ampiamente sviluppata, in particolare nel settore alimentare. La trasformazione del tessuto economico e sociale è avvenuta molto velocemente, dando largo spazio alla globalizzazione e mettendo a rischio, spesso, tradizioni e produzioni locali.

“Anche il progresso va gestito – spiega József Gaál, vicesindaco della città incontrato durante Terra Madre Salone del Gusto – ed è per questo che si è reso necessario un progetto come Slow Food Central Europe, che è fondamentale per la nostra città per tutelare e valorizzare il patrimonio e la cultura locale, che rischiano di scomparire. Le attività in programma, infatti, ci offrono la fondamentale opportunità di non perdere le nostre radici e di comprendere quanto il cibo sia uno degli aspetti importanti delle tradizioni locali, oltre che leva fondamentale per il futuro”.

“La situazione attuale del mercato è preoccupante. – conferma anche Olga Rendek, produttrice, responsabile del Convivium Slow Food Kiskunság e delegata di Terra Madre – Assistiamo a un’invasione di prodotti che vengono da tutto il mondo, mentre i piccoli produttori locali faticano a sopravvivere. Come se non bastasse, questi prodotti industriali non sono sempre sinonimo di qualità e spesso nuocciono alla nostra salute. Il progetto Slow Food Central Europe non è importante solo dal punto di vista economico locale: dare ai piccoli produttori la possibilità di accedere al mercato, significa permettere loro di continuare a fare il loro mestiere e quindi a coltivare le specie locali, producendo e salvando i semi indigeni e utilizzando tecniche ecosostenibili, e allevare le razze autoctone che spesso non sono competitive”.

Olga, in particolare, fa parte di una piccola associazione, la Kiskunság Tradition-bound, Artisans and Tourism Association, che, grazie al progetto, per la prima volta ha l’opportunità di collaborare con l’amministrazione della città di Kecskemét e di partecipare a un progetto internazionale per far valere la sua filosofia.

“La collaborazione con i partner locali è fondamentale. – aggiunge József Gaál– Per noi è anche molto importante che siano tanti, non solo il Convivium Kiskunság, ma anche associazioni e privati che hanno voglia di lavorare insieme. Tra questi siamo fieri di avere con noi anche la facoltà di Orticoltura e Sviluppo rurale con la quale creeremo un programma ad hoc su questi temi: vorremmo che giovani incontrassero le generazioni più anziane, facessero eventi nei mercati, venissero condivise esperienze, dubbi e conoscenze per riscoprire ricette e cibi tradizionali. I giovani e la loro educazione sono la garanzia per il futuro”.

Le attività in programma sono molte e comprendono vari aspetti della filiera agro-alimentare, ma l’educazione è al primo posto.

“Come associazione – racconta Olga – vorremmo lavorare molto con i bambini: sono il nostro futuro. Crediamo che l’educazione dei più piccoli sia una delle fasi più importanti del progetto. Poi cercheremo di educare anche adulti, decisori politici, consumatori e produttori, per combattere la globalizzazione e comprendere l’importanza delle produzioni di piccola scala. Sottolineo di aver detto produttori poiché è molto importante, in questo periodo storico, aiutare gli stessi piccoli produttori ad apprezzare il loro fondamentale lavoro di tutela e valorizzazione dei saperi tradizionali e locali. Le attività principali quindi saranno anche dedicate a loro. Non sarà semplice, ma insieme agli altri potremo farcela!”.

La condivisione, dunque, è tra le parole d’ordine del progetto per la città.

“Terra Madre Salone del Gusto ne è l’esempio perfetto, è una meravigliosa fucina di idee e saperi per questo tipo di progetti. – conclude József Gaál– In questi giorni di evento ho raccolto molto materiale, ho potuto conoscere persone di tutto il mondo e confrontarmi con altri amministratori e condividere proposte, progetti, problemi. Spero di riuscire a portare quest’energia nella mia città e realizzare alcune delle idee che mi sono venute parlando con gli altri. Con questo evento, Slow Food riesce a riportare l’attenzione delle persone ai valori e alle cose importanti”.

“Anch’io porto a casa da Terra Madre Salone del Gusto – aggiunge Olga– la condivisione di esperienze uniche provenienti da tutto il mondo. Terra Madre è una fantastica occasione di lanciare uno sguardo profondo sul mondo e imparare dagli altri”.

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