Quanto suolo ci resta

La percezione della limitatezza e indispensabilità del suolo non sono così diffuse e radicate quanto dovrebbero. L’aria si respira, l’acqua si beve, mentre il suolo non si mangia (direttamente), tutt’al più lo si calpesta. La conseguenza è che a livello emotivo abbiano molto più peso sull’opinione pubblica, ad esempio, le questioni legate alla tutela dell’aria o dell’acqua, o la lotta al cambiamento climatico. Eppure il suolo è indispensabile non solo alla sopravvivenza dell’uomo sul pianeta, ma anche come supporto della quasi totalità degli ecosistemi terrestri.

suolo

La produzione di cibo rappresenta il più ovvio e scontato tra i servizi che il suolo rende all’uomo, ma naturalmente il suolo fornisce molti altri servizi ecosistemici: dalla regolazione del ciclo delle acque alla mitigazione del cambiamento climatico, al supporto della biodiversità.

Ciò che non è così scontato è che il suolo sia una risorsa strategica e non rinnovabile, ma soprattutto che di suolo ce ne sia poco. Ammettendo che tutte le superfici delle terre emerse siano coperte da suolo, ne avremmo all’incirca 130 milioni di km quadrati; ma i suoli di buona qualità per l’agricoltura, ad esempio, sono molto meno abbondanti. Oltre ad escludere le terre ricoperte permanentemente da ghiacci (fino ad ora almeno), abbiamo i suoli situati in regioni troppo fredde, o caldo-aride, i suoli saturi di acqua, quelli troppo sassosi o troppo superficiali, i suoli acidi, salini e a bassa fertilità intrinseca, che vanno esclusi dal conteggio delle terre di buona qualità.

Resta quindi un 20% circa di suoli idonei all’attività agricola, più della metà dei quali sono già utilizzati per questo scopo, dove si concentrano gran parte delle attività umane e dove si manifestano modo più preoccupante molti dei processi di degradazione (erosione, compattamento, declino della sostanza organica, perdita di biodiversità, contaminazione, salinizzazione, impermebilizzazione, etc.). Nell’ambito di questi processi ad esempio abbiamo l’espansione delle aree urbanizzate che sacrificano in modo pressoché irreversibile il suolo.

Nel corso degli ultimi anni si sono persi in media a livello globale 10.000 chilometri quadrati di suolo ogni anno mentre in Italia perdiamo suolo a ritmo di 8 m² al secondo.

 

Ciro Gardi

 

Clicca qui per leggere il documento di posizione di Slow Food sul suolo.

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