Ancora nessun accordo sul glifosato

no glifosato_ITASlow Food: “La riflessione sul glifosato va oltre i potenziali pericoli per la nostra salute. La decisione se rinnovare o meno il glifosato determina anche il tipo di produzione alimentare e l’agricoltura che le istituzioni europee intendono sostenere”.

Il comitato permanente dell’Unione europea per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) ha votato oggi sulla proposta della Commissione di estendere l’autorizzazione del glifosato per altri 18 mesi. Per la terza volta, gli Stati membri non hanno raggiunto una maggioranza qualificata per il rinnovo del pesticida.

Ursula Hudson, presidente di Slow Food Germania, dichiara: “Questa mancanza di accordo tra gli Stati membri, e all’interno di alcuni governi nazionali, è un chiaro segno della necessità di una riflessione sull’uso questa sostanza, riflessione che va oltre i potenziali pericoli per la nostra salute. La decisione se rinnovare o meno il glifosato determina anche il tipo di produzione alimentare e l’agricoltura che le istituzioni europee intendono sostenere. La Commissione non dovrebbe arrivare ad alcuna decisione senza il supporto degli Stati Membri e contro il volere di due terzi dei cittadini europei“.

Dello stesso parere è anche Nino Pascale, presidente di Slow Food Italia: «Per la terza volta gli Stati Membri hanno perso un’occasione, nascondendosi così dietro una decisione che ora sarà rimandata all’Appeal Committee, che si esprimerà a giorni. La decisione sul rinnovo dovrebbe basarsi sul principio di precauzione, che consente di impedire la distribuzione dei prodotti che possano essere pericolosi o di ritirarli dal mercato, nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, come succede ora con il glifosato. La questione non è solo scientifica ma ha un alto valore politico, in quanto indica il tipo di agricoltura che le istituzioni europee vogliono per l’Europa di domani. Il cibo è un tema fondamentale per tutti noi e la sua produzione ha conseguenze dirette sull’ambiente e gli ecosistemi».

Senza una decisione a maggioranza, l’esecutivo Ue può presentare la sua proposta a un comitato di ricorso dei rappresentanti politici dei 28 Stati membri per un voto che si terrà intorno al 20 giugno. Se anche in Commissione d’Appello non sarà raggiunta la maggioranza, la Commissione avrà due opzioni: rinnovare il glifosato senza il supporto dei paesi membri o non prendere alcuna decisione e lasciare che l’autorizzazione scada il 30 giugno .

 

*Contesto

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale per la Salute, a marzo 2015, ha classificato il glifosato come un probabile agente cancerogeno. Questa valutazione si è basata su “limitate prove” negli umani e su “prove sufficienti” negli animali che il glifosato può causare il cancro. L’IARC ha anche trovato “prove consistenti” che il glifosato esibisce due caratteristiche associate con gli agenti cancerogeni, ovvero la genotossicità e la capacità di indurre stress ossidativo.

Lo scorso novembre, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è giunta alla conclusione opposta, dichiarando che le prove negli umani sono “molto limitate” e che non esistono prove di cancerogenicità negli animali. L’EFSA ha inoltre ignorato le prove di genotossicità e stress ossidativo e, al contrario dell’IARC, ha avuto accesso ad almeno tre ulteriori studi del settore industriale, che il direttore dell’Unità pesticidi dell’EFSA, José Tarazona, ha descritto come “fondamentali” e “cardinali”.

L’8 marzo, il Comitato permanente dell’UE per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi ha rinviato il voto per il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, dal momento che alcuni Stati Membri hanno dichiarato la loro opposizione: Italia, Francia, Paesi Bassi e Svezia.

Il 13 aprile, il Parlamento europeo ha chiesto una restrizione dell’utilizzo del glifosato nei parchi pubblici, nelle aree da gioco pubbliche e negli orti. È stato inoltre vietato usare la sostanza prima del raccolto ed è stata richiesta la divulgazione immediata di tutte le prove scientifiche dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per sostenere che il glifosato probabilmente non crea alcun danno.

Il 19 maggio la Commissione europea non ha espresso alcun voto sul glifosato durante il Comitato permanente, dal momento che è emerso chiaramente che il provvedimento di autorizzazione non avrebbe avuto il sostegno sufficiente da parte dei paesi membri.

Slow Food ha firmato la petizione promossa da WeMove per chiedere il bando del glifosato e sta organizzando diverse azioni a livello europeo e nazionale per sensibilizzare sui rischi del glifosato, in collaborazione con alcune ONG europee attive a tutela dell’ambiente e della salute.

Per firmare la petizione sul bando del glifosato

 

 

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