Slow Food-CE: la città di Kecskemét si impegna a favore dei piccoli produttori, dell’educazione e della condivisione

Kecskemét si trova nell’Ungheria centro meridionale, nel bel mezzo della Grande pianura ungherese. La sua posizione, al centro di vie commerciali e di aree fertili, ne ha consentito da sempre uno sviluppo lento ma costante. Le condizioni climatiche e il terreno pianeggiante che la circonda, inoltre, fanno della città un importante centro agricolo. Oggi però anche l’industria si è ampiamente sviluppata, in particolare nel settore alimentare. La trasformazione del tessuto economico e sociale è avvenuta molto velocemente, dando largo spazio alla globalizzazione e mettendo a rischio, spesso, tradizioni e produzioni locali.

Un futuro Piano europeo per le Proteine richiede un approccio a 360°

Con l’avvicinarsi della presentazione di un futuro piano europeo per le proteine in occasione della conferenza ad alto livello di Vienna a fine novembre, Slow Food chiede alla Commissione europea di non scendere a ulteriori compromessi per garantire un’offerta sostenibile di colture proteiche per il consumo umano, e di tenere conto di tutte le questioni sensibili sollevate dalla società civile. Slow Food riconosce che un nuovo piano per le proteine può essere un’opportunità per l’Europa, ma se non affronta il tema della produzione animale intensiva né esplora opzioni più ampie per diversificare la produzione di proteine, rischia di diventare una causa persa. Una minaccia per i produttori su piccola scala.

Slow Food si unisce all’iniziativa dei cittadini europei per porre fine all’uso delle gabbie

Slow Food è convinta che gli animali paghino un duro prezzo nell’attuale sistema produttivo e si unisce all’iniziativa, lanciata il 25 settembre da Compassion in World Farming. Da sempre, l’associazione crede che le gabbie usate nell’allevamento siano un grave problema e che sia essenziale garantire che gli animali abbiano la possibilità di esprimere i propri comportamenti naturali.

Storica sentenza della Corte di Giustizia Europea sui nuovi organismi ottenuti da mutagenesi

Corte di Giustizia Europea: i nuovi organismi ottenuti da mutagenesi siano assoggettati agli stessi controlli di sicurezza necessari per gli Ogm. «Storica sentenza sulle Nbt, – sostiene Francesco Sottile, Slow Food Italia – ma dobbiamo vigilare affinché il livello nazionale la rispetti per garantire la biodiversità e la sovranità degli agricoltori di piccola scala che tutelano l’ambiente»

Fusione Bayer-Monsanto: loro sono giganti, noi siamo moltitudine

Se controllare l’accesso al cibo significa controllare il destino dell’umanità, da oggi il soggetto più potente al mondo non è un governo o una coalizione di stati, ma una multinazionale, la Bayer. Fino a ieri, infatti, l’azienda era un colosso chimico farmaceutico tedesco. Da oggi è anche il più grande gruppo mondiale nel campo delle sementi, dei fertilizzanti e dei pesticidi.

Slow Food-CE: entrano nel vivo le attività nei cinque paesi dell’Europa centrale

I gruppi di lavoro locali sono stati istituiti nelle cinque città europee coinvolte (Brno, Dubrovnik, Kecskemét, Cracovia e Venezia) per creare sinergie tra gli stakeholder locali – produttori, rivenditori, organizzazioni profit e non profit, operatori culturali – al fine di identificare e promuovere il cibo tradizionale e i prodotti locali in quanto patrimonio culturale immateriale.