Multa milionaria

Pochi giorni fa la Corte europea ha respinto il ricorso presentato dall’Italia, confermando la decisione presa nel febbraio 2013 dalla Commissione Ue con la quale la Repubblica italiana era condannata a restituire oltre 70 milioni di euro per violazione di norme europee sulla Pac. Di questi 70 milioni, sostengono le autorità europee, 48 sono stati negati «a causa di carenze riscontrate nei controlli del sistema di condizionalità in Italia negli anni dal 2005 al 2007».

La Commissione ha infatti rilevato «controlli inadeguati» su sanità pubblica, salute delle piante e degli animali, ambiente e benessere degli animali. In particolare, per la Commissione, la Repubblica Italiana «non ha messo in atto un sistema efficace per garantire effettivi controlli sui requisiti normativi per la gestione fissati dall’UE, ad esempio in relazione al benessere degli animali».

Secondo la Commissione, l’Italia si è dimostrata carente nei controlli riguardanti:
– l’identificazione e la registrazione degli animali
– la salute degli animali, per quanto concerne il divieto di utilizzo di alcune sostanze ad azione ormonica
– la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili
– i criteri relativi alla notifica delle malattie
– i criteri relativi alla salute degli animali, in particolare per quanto concerne la protezione dei vitelli, dei suini e degli animali negli allevamenti

Questa sentenza delle Corte europea è un’ulteriore conferma di quanto ancora ci sia da fare in Italia per migliorare le pratiche di allevamento degli animali, definiti dalla stessa Ue nel Trattato di Lisbona come esseri senzienti, e in quanto tali portatori di diritti.

Fonte Anmivi Oggi

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