Il cibo è cultura: un’opera d’arte multimediale per condividere storie e tradizioni del patrimonio alimentare europeo

Appartenere all’Europa significa anche conoscere il vasto patrimonio alimentare che caratterizza il continente, sapendo valorizzare e tutelare l’unicità culturale che rappresenta.

È partita da questo fondamentale obiettivo la presentazione del progetto Food is Culture che si è tenuta oggi a Torino, in occasione di Terra Madre Salone del Gusto, presso  il PAV – Centro Sperimentale d’arte contemporanea. Per l’occasione Slow Food – in collaborazione con l’associazione Kinookus (Croazia), Nova Iskra Creative Hub (Serbia), Transpond AB (Svezia) ed Europa Nostra (la principale rete del patrimonio europeo) – ha presentato la prima fase di un’opera multimediale dedicata alla cultura alimentare europea che viaggerà nei prossimi mesi in tutta Europa.

La realizzazione vera e propria dell’opera multimediale, che combina il contributo di alcuni artisti, inizierà il suo viaggio nei primi mesi del 2019 e sarà esposta in spazi culturali in Svezia, Serbia, Croazia e Italia. L’opera sarà portata a Bruxelles per sensibilizzare i responsabili politici dell’UE sull’importanza e il valore del patrimonio gastronomico. Nel giugno 2020, al Migranti Film Festival di Pollenzo, sarà presentata una versione finale dell’opera d’arte con i migliori risultati delle attività del progetto.

“A differenza di tanti altri, questo progetto – ha spiegato Piero Gilardi, fondatore del PAV, durante la conferenza di lancio – è  vincente perché mette in moto un’ecologia comunicativa del desiderio. Normalmente i discorsi sono sempre in prospettiva di rinuncia, ispirati sempre alla decrescita felice di Latouche. L’opinione dominante dell’opinione pubblica però non è così: abbiamo bisogno di positività. E noi artisti cerchiamo proprio di far emergere questo: ricostruire il nostro modello economico significa migliorare la vita, i rapporti interumani. Tutte le esperienze di Slow Food sono per noi esperienze di resilienza attiva che ci fanno credere in un futuro migliore”.

Il progetto Food is Culture

Oltre all’opera multimediale, le principali attività del progetto comprendono una call to action rivolta a chef e studenti delle scuole, la creazione di una biblioteca umana con storie di migranti e un appello alle istituzioni europee e nazionali per sottolineare l’importanza di porre la salvaguardia del patrimonio culturale gastronomico europeo in cima alle loro agende politiche.

“L’identità oggi – ha spiegato Ivo Kara-Pešic dell’associazione Kinookus – è un concetto molto problematico, così come il cibo. Entrambi racchiudono aspetti molto diversi, che spesso si intrecciano e caratterizzano l’unicità di ogni cultura. Il video che abbiamo presentato racchiude in particolare l’identità che arriva dalle origini e che resta, anche nei momenti più difficili, fondamento e ancora di salvezza per il nostro futuro”.

Il cibo è una componente fondamentale della cultura, ma il rapporto tra questi, oggi, è talvolta molto mistificato e complesso.

“Una bella storia muove tutto, ti muove dentro – ha dichiarato Lorenzo Vignolo, regista del video – E il cibo e la cultura hanno milioni di storie affascinanti da raccontare e da intrecciare, come in questa prima opera che vuole trasmettere, tra le altre cose, l’emozione della riscoperta delle proprie origini oltre che il valore del cibo. Non è stato semplice, ma il mio lavoro è straordinario perché permette di incontrare tantissime persone e di armonizzare gli intrecci che si incontrano tra culture, tradizioni e identità diverse”.

L’Arca del Gusto e il patrimonio alimentare del mondo

Da tempo Slow Food lavora per salvaguardare e valorizzare il patrimonio gastronomico di tutto il mondo. In particolare, l’Arca del Gusto è la principale risposta a questa esigenza: il progetto viaggia per il mondo e raccoglie i prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta, segnala l’esistenza di questi prodotti, denuncia il rischio che possano scomparire e invita tutti a fare qualcosa per salvaguardarli. Come per il progetto Food is Culture, quindi, non si tratta solo di valore gastronomico: sono parte di una cultura, fatta di territorio, conoscenze e tecniche tradizionali

“Il patrimonio culturale immateriale dell’alimentazione in Europa – ha concluso Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità – è una risorsa enorme ma ancora troppo spesso sottovalutata, ampiamente utilizzata per promuovere il turismo, ma quasi mai trattata come una risorsa che può rafforzare il senso di appartenenza ad uno spazio comune di integrazione sociale. C’è ancora molto da fare per avvicinare il mondo del cibo alla cultura, ma deve crescere la consapevolezza che sono due mondi interscambiabili e non incompatibili come vogliono farci credere. Dobbiamo ancorare la nostra cultura alle radici della nostra tradizione, della nostra agricoltura. Per salvare il pianeta in pericolo dobbiamo ricominciare dalla terra, e in particolare dal cibo. Stiamo mangiando il nostro pianeta. Abbiamo un lavoro importante e urgente da fare”.

Per vedere il video clicca qui 

 

Il progetto Food is Culture è cofinanziato dal Programma Europa Creativa dell’Unione Europea, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

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