Anche tu puoi salvare le api!

Allevate o selvatiche, le popolazioni di api stanno subendo gravi perdite in Europa e negli Stati Uniti, ma anche in Giappone, Taiwan, Brasile e in Africa.

In Europa, si calcola che la mortalità delle colonie di api si sia attestata intorno a una media del 20%, mentre negli Stati Uniti le morie di api avrebbero superato nell’ultimo inverno la percentuale del 40%. E, insieme alle api, anche gli altri insetti impollinatori – bombi, farfalle e falene – stanno registrando un declino impressionante.

Perché?

Per spiegare la moria delle api sono state addotte più cause, che possono intervenire singolarmente o in concomitanza:

  • Cause veterinarie. Le api soffrono di malattie e parassiti specifici che le indeboliscono e spesso le uccidono.
  • Fattori climatici. Il cambiamento climatico può intervenire ad esempio modificando il periodo delle fioriture, cosa che può cogliere impreparate le colonie di api.
  • Fattori ambientali. Gli apicoltori hanno sempre dato un particolare rilievo a questa questione, mostrando come la causa principale della moria delle api siano le monocolture industriali, che uccidono la biodiversità e sono coltivate con largo impiego di insetticidi, erbicidi e fungicidi. In particolare, risultano altamente nocivi o letali gli insetticidi oggi più utilizzati al mondo su quasi tutte le colture: i neonicotinoidi che, fra l’altro, sono applicati nella concia delle sementi e si impiantano sistematicamente nella pianta, perdurando fino a 19 anni nel terreno. Nel gennaio 2013, l’Efsa ha ufficialmente riconosciuto l’elevata tossicità del clothianidin, dell’imidacloprid e del thiamethoxam, poi è stata la volta del fipronil… Ma la partita è tutt’altro che chiusa.

Perché dovremmo reagire?

Perché le api svolgono un ruolo preziosissimo:

  • Per la ricchezza della nostra dieta. Senza il servizio di impollinazione svolto dalle api un’ampia percentuale delle specie selvatiche e coltivate non esisterebbe più e la nostra dieta sarebbe molto meno ricca e variata. Nella sola Europa si calcola che l’84% delle 264 specie coltivate dipendano dall’impollinazione svolta dagli insetti e che ben 4000 diverse colture crescano grazie alle api.
  • Per il benessere del pianeta. Senza il servizio di impollinazione e con la sparizione della biodiversità naturale e selvatica, inoltre, l’intero assetto idrogeologico del nostro pianeta ne risulterebbe drammaticamente sconvolto e instabile. La perdita d’impollinazione non comporta, infatti, solo conseguenze sulla disponibilità alimentare ma anche su diffusione e sopravvivenza di essenze botaniche determinanti per l’insieme degli equilibri ambientali e delle forme vitali da esse strettamente dipendenti.

Cosa puoi fare tu?

  • Prendi posizione, e battiti per un’agricoltura compatibile con le api e con l’ambiente.
  • Scegli i prodotti di un’agricoltura pulita, libera da neonicotinoidi e molecole killer, e differenziata. Un’agricoltura pulita è la migliore amica delle api. E se le api sono felici, sei più felice anche tu.
  • Chiedi ai responsabili pubblici di bandire i pesticidi killer e lavorare per un’agricoltura sostenibile.
  • Segui la campagna Slow Europe.

Marla Spivak, docente e ricercatrice di entomologia presso l’University of Minnesota (USA), spiega i pericoli conseguenti al declino di api e impollinatori con parole chiare, concetti semplici e tutta la sua passione per le api.

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