Il fagiolo badda di Polizzi e lo Stichelton ospiti a Bruxelles

Mercoledì 29 giugno è stato un giorno speciale per due produttori dei Presìdi Slow Food europei che sono stati ospitati a Bruxelles dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea per una “lunchtime conference”, momento dedicato a dibattiti e scambi di idee con i funzionari che si tiene durante l’ora di pranzo.

 

SF0246465

 

L’appuntamento era dedicato alla biodiversità domestica, all’importanza del lavoro dei produttori nel tutelare le varietà locali e le razze tradizionali locali più adatte nella protezione del territorio e dell’ambiente, e al ruolo degli strumenti politici nel sostenerli. Oltre che a raccontare come agiscono concretamente i progetti dei Presìdi e quale tipo di sostegno possono dare ai produttori che praticano un’agricoltura sostenibile e di qualità.

Roberta Billitteri, giovane produttrice del fagiolo Badda di Polizzi (Sicilia-Italia) e Joe Schneider, produttore del formaggio a latte crudo Stichelton (Regno Unito), hanno raccontato la loro storia e presentato i loro prodotti, che sono stati anche degustati dai partecipanti.

La presentazione è stata accolta con grande interesse dai funzionari europei che hanno partecipato all’incontro – la maggior parte dei quali è impegnata nel settore di tutela ambientale dell’Unione – e che hanno colto pienamente la filosofia e il messaggio che stanno dietro a questi progetti.

Roberta Billitteri ha raccontato come, da un piccolo gruppo di abitanti di Polizzi (in provincia di Palermo) che per passione custodivano un seme antico, sia nata un’associazione che ha fatto di questa biodiversità una risorsa e un’opportunità di lavoro per giovani come lei.

“E’ importante incoraggiare le collaborazioni fra i produttori della stessa zona, per esempio acquistando un macchinario in condivisione piuttosto che uno per azienda, di accompagnare i produttori con tutte le competenze necessarie per sviluppare un’azienda” ha spiegato Roberta, sottolineando l’importanza di fare tutto ciò in un processo partecipativo e non solo puramente tecnocratico.

Joe Schneider da canto suo ha spiegato come la sua azienda paga il latte a un prezzo tre volte maggiore di quello del mercato, un fatto che fa sgranare gli occhi in un Europa dove il prezzo del latte è ai minimi storici. “Lavorare sulla qualità del prodotto significa lavorare sulla qualità di tutta la filiera. Le vacche del contadino con cui lavoro escono all’aria aperta tutti i giorni, sgranocchiano un po’ di erba, prendono il sole, possono coricarsi sul prato, fondamentale per lo scambio di qui microbi buoni che determinano la bontà del latte crudo e del mio formaggio.” Tutto questo viene pagato, senza gran bisogno di convincere le persone. “Anni fa il mio socio vendeva il nostro Stichelton a un banco vicino a un cantiere, i costruttori andavano a comprare il formaggio per pranzo. Pensando che i costruttori avrebbero preferito comprare un formaggio meno caro del nostro, iniziò a offrire insieme allo Stichelton un formaggio di minor valore, convenzionale. I costruttori hanno continuato a spendere le loro 5 sterline per il nostro Stichelton, preferivano comprare meno formaggio ma di quello che veramente piaceva loro.”

Le domande sono state moltissime, in particolare per cercare di capire meglio le difficoltà che affrontano i produttori, gli strumenti ad oggi disponibili per sostenerli (es. i programmi di sviluppo rurale) e gli strumenti che servirebbero in futuro per permettere ai contadini di poter fare il loro lavoro.

Incontri come il “Lunchtime” sono un momento importante di confronto tra autorità e piccoli produttori, e consentono di sviluppare un dialogo indispensabile perchè le politiche siano davvero a supporto delle piccole produzioni tradizionali, quelle che si stanno perdendo, messe in crisi da un modello economico e agricolo produttivista, ma che invece hanno un ruolo fondamentale per la valorizzazione dei territori, per la salvaguardia dall’estinzione di razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta, per la tutela di ambiente e biodiversità.

I produttori inoltre hanno incontrato nel corso della giornata alcuni funzionari che lavorano nel settore agricoltura, con i quali si sono confrontati su specifiche questioni legate alle loro produzioni.

Joe Schneider in particolare sta affrontando da anni una battaglia per poter chiamare il suo formaggio Stilton. Il nome è protetto dalla certificazione DOP, il cui disciplinare prevede la pastorizzazione del latte. Siccome le forme di formaggio prodotte da Joe Schneider sono a latte crudo, il suo non può chiamarsi Stilton DOP, ma Stichelton. L’esclusione dal DOP significa un minore accesso al mercato e il mancato riconoscimento della produzione a latte crudo come patrimonio europeo.

Per sostenere Joe Schneider e la sua produzione artigianale, Slow Food ha istituito un Presidio e avviato una petizione online per raccogliere firme in tutto il mondo.

Sostieni con Slow Food la battaglia di Joe Schneider per salvare lo Stilton! Clicca qui per firmare la richiesta di modifica del disciplinare.

 

Clicca qui per sapere di più sui Presìdi Slow Food.

 

 

 

 

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • Yes No