Terra Madre e Libera Terra”Intervengono Don Luigi Ciotti, Gian Carlo Caselli e Carlo Petrini

07 May 2005 | Italian

La terra può essere un’occasione di riscatto sociale? A questa domanda sono chiamati a rispondere Don Luigi Ciotti, Fondatore del Gruppo Abele e Presidente Nazionale di Libera, Gian Carlo Caselli, magistrato ex Procuratore Capo Antimafia a Palermo, e Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, durante un incontro dal titolo “Terra Madre e Libera Terra” promosso da Slow Food alla Fiera del Libro domenica 8 maggio alle ore 15,00 nella Sala Azzurra.

L’incontro prende le mosse da due fatti concreti che hanno la terra come elemento unificante.

In Sicilia, nella zona compresa tra i comuni di Corleone, San Giuseppe Jato, Monreale, Piana degli Albanesi e San Cipirello, 175 ettari di terreno confiscati alla mafia sono stati consegnati all’associazione Libera, nata il 25 marzo del 1995, con l’intento di coordinare e sollecitare l’impegno della società civile contro tutte le mafie. Per coltivare i terreni affidati è stato promosso il progetto Libera Terra finalizzato alla costituzione di una cooperativa sociale formata da giovani del luogo. Oggi in quei terreni si producono prodotti agroalimentari di qualità.

A Torino nell’ottobre del 2004, in occasione di Terra Madre si sono riuniti per tre giorni di dibatto e confronto 5000 contadini, pescatori, allevatori, esponenti delle comunità del cibo che operano in tutto il mondo nel rispetto delle tradizioni e dell’ambiente, fautori di un’agricoltura ecocompatibile. Una realtà agricola importante è quella del caffè di Huehuetenango in Guatemala. Qui Slow Food ha costituito un Presidio. Segue i produttori dal punto di vista tecnico, li aiuta a meglio collocare il prodotto sul mercato. Oggi questo progetto si amplia. Si completata la filiera. Il caffè viene torrefatto dalla cooperativa sociale Pausa Cafè con sede nella Casa Circondariale delle Vallette di Torino. Una torrefazione anomala non solo per la sede, ma anche per la gestione affidata a una cooperativa sociale che coinvolgerà direttamente i carcerati e i coltivatori di caffè (da sempre esclusi da ogni processo decisionale): caso assolutamente unico in Europa, e forse nel mondo.

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