CHEESE 2005 – A Cheese un workshop sulle strade dei pastori

18 Sep 2005 | Italian

Stamattina alle 11.30, nell’ambito della quinta edizione di Cheese-Le forme del latte, si è svolto presso Palazzo Traversa a Bra il convegno “La strada dei pastori. L’alpeggio come risorsa produttiva, ambientale e turistica”. Ne erano relatori: l’Assessore alla Montagna della Regione Piemonte Bruna Sibille; Andrea Cavallero del Dipartimento Agroselviter dell’Università di Torino; Michele Corti, della Società per lo studio e la valorizzazione dei sistemi zootecnici alpini; Marzia Verona, che insieme a Paolo Caligaris ha curato la prima edizione della Guida agli alpeggi della Regione Piemonte il cui primo volume (riguardante le province di Torino e Cuneo) sarà in uscita il prossimo dicembre; Paolo Manfrini della Trentino S.p.a., che ha raccontato la positiva esperienza dell’iniziativa Andar per malghe, grazie alla quale i turisti riscoprono la montagna attraverso l’ospitalità, la gastronomia e la cultura contadina; Edi Henriet, dell’Association Regionale Éleveurs Valdotains, che ha illustrato l’analoga manifestazione valdostana Alpages ouverts. A moderare i diversi interventi, il giornalista di Repubblica Leonardo Bizzaro.
Il workshop è stata l’occasione per spiegare nel dettaglio i due programmi comunitari Interreg ProAlp It-Fr alpeggi e formaggi e ProAlp It-Ch che, come ha ricordato Bruna Sibille, assessore alla Montagna della Regione Piemonte, perseguono l’obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale nelle aree di confine (in questo caso Italia-Francia e Italia-Svizzera), e che puntano a realizzare, nell’arco dei prossimi anni, diversi progetti di cooperazione sui temi del territorio, della cultura, dei servizi sociali, della formazione e del lavoro, in modo da valorizzare gli alpeggi e le produzioni casearie di montagna.
Illuminante, in questo senso, l’intervento di Andrea Cavallero, il quale, ricordando che il turismo alpino rappresenta ben il 5% del turismo mondiale, ha sottolineato come sia importante non disperdere questo patrimonio, a partire dalla difesa della biodiversità dei pascoli: difesa che deve partire da un accurato censimento delle specie e dalla promozione e produzione di “cru vegetazionali”, in modo da valorizzare i prodotti caseari e aumentare l’interesse per i pascoli d’alpeggio; questa operazione deve poter contare su incentivi, non solo economici, nei riguardi degli alpeggiatori, soprattutto per quello che riguarda le nuove generazioni che tendono ad abbandonare la montagna.

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