Carlo Petrini parteciperà ai lavori del Sinodo sull’Amazzonia convocato da Papa Francesco in Vaticano dal 6 al 27 ottobre

Il presidente internazionale di Slow Food seguirà i lavori come uditore.

Carlo Petrini prenderà parte al Sinodo “Amazzonia: Nuovi Cammini per la Chiesa e per una Ecologia Integrale” in Vaticano. Nell’elenco dei partecipanti stilato da Papa Francesco, Carlo Petrini figura tra gli uditori laici, provenienti da diverse parti del mondo.

Questo Sinodo Speciale per la regione Panamazzonica coinvolgerà Vescovi provenienti dai nove paesi che includono nei loro territori porzioni di foresta, e fu convocato da Papa Francesco nell’ottobre del 2017, quando la questione relativa alla sopravvivenza di quello che viene considerato il polmone della terra non aveva ancora la drammaticità attuale.

Le foreste amazzoniche sono foreste primarie che ospitano circa il 15% della biodiversità ed immagazzinano tra i 150 e i 200 miliardi di tonnellate di carbonio ogni anno. Attualmente però, i cambiamenti climatici e l’aumento degli interventi umani, deforestazione in primis, stanno mettendo a rischio gli ecosistemi ed esercitando fortissime pressioni sulle comunità locali.

Tra gli invitati speciali figura Ban Ki Moon, ex segretario generale delle Nazioni Unite. Nell’elenco dei partecipanti ci sono anche una trentina di donne, tra religiose e laiche. E tra le uditrici c’è anche una pasionaria dei diritti, Patricia Gualinga, leader indigena nella difesa dei diritti umani delle comunità Kichwa di Sarayaku (Ecuador).

Dichiara Carlo Petrini: «È proprio dalle comunità indigene che bisogna ripartire: depositari di una saggezza altra dalla nostra, custodi della biodiversità, sono gli interlocutori coi quali è fondamentale dialogare. Il dialogo come metodo e processo di apprendimento, un modo per far si che l’inculturazione non sia qualcosa di univoco ma diventi scambio mutualistico da cui poter imparare. L’Amazzonia in questo Sinodo rappresenta davvero la parte per il tutto, è speranza e nuovo paradigma dell’intero ecosistema, e al contempo dimostrazione concreta della crisi ambientale, economica e sociale che stiamo vivendo e di cui siamo complici».

Slow Food è presente nei Paesi e nei territori della foresta amazzonica, e lavora con le  comunità indigene che fanno parte della rete mondiale Indigenous Terra Madre valorizzandone l’approccio olistico e rafforzando i legami con l’intero movimento, per promuovere e proteggere i sistemi di produzione alimentare di queste popolazioni. Sono otto i Presìdi Slow Food dedicati a prodotti indigeni in Brasile, Perù, Colombia ed Ecuador.

Oficina de prensa de Slow Food
Paola Nano p.nano@slowfood.it – +39 329 38321285
internationalpress@slowfood.it

Slow Food es una red mundial de comunidades locales fundada en 1989 a fin de contrarrestar la desaparición de las tradiciones alimentarias locales y la difusión de la cultura del fast food. Desde entonces Slow Food ha crecido para convertirse en un movimiento global que implica a millones de personas en más de 160 países y que trabaja para que todos podamos tener acceso a una alimentación buena, limpia y justa. Slow Food es, por tanto, una extensa organización que cumple un papel esencial en todo el movimiento.

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