Slow Wine Coalition

Insieme per un vino buono, pulito e giusto

La Slow Wine Coalition unisce tutti i protagonisti della filiera del vino internazionale, da vignaioli ad appassionati a sommelier e professionisti della filiera.

 

La Slow Wine Coalition crede che:


Le cantine devono coltivare direttamente almeno il 70% delle uve utilizzate per la produzione dei vini. Sono concesse deroghe per alcune zone che per tradizione hanno un ampio commercio di uve, tipo Madeira, Napa Valley, Spagna del Sud, ecc…

Le cantine non devono usare concimi, diserbanti e antibotritici provenienti dalla chimica di sintesi.

L’uso delle risorse ambientali per la produzione di vino deve essere cosciente e sostenibile. Il ricorso a sistemi d’irrigazione deve essere limitato il più possibile e finalizzato a evitare casi di stress idrico severo.

Gli edifici aziendali, se da costruire, devono rispettare il paesaggio. Qualora le costruzioni siano già esistenti, la loro eventuale ristrutturazione e conduzione deve tenere conto della sostenibilità ambientale.

Le cantine non devono utilizzare l’osmosi inversa e metodi fisici di concentrazione del mosto. Inoltre, se non per gli spumanti o i vini che lo prevedano per tradizione, non deve essere impiegato MCR (mosto concentrato rettificato) o zucchero (a seconda dei Paesi dove si opera). Non è previsto l’uso di trucioli per aromatizzare i vini.

La quantità di solforosa nel vino non deve oltrepassare i limiti indicati nella certificazione del vino biologico dell’Unione Europea.

I vini devono essere specchio del terroir di provenienza, per questo motivo è visto con favore l’utilizzo di lieviti indigeni così come la ricerca scientifica tesa a isolare lieviti autoctoni che poi possono essere replicati e utilizzati dall’azienda oppure da più vignaioli della stessa zona e denominazione.

I vini devono essere privi di difetti enologici, perché questi tendono a rendere omogenei i vini e appiattire le differenze territoriali.

È auspicabile che la cantina collabori attivamente con l’intera comunità agricola ai fini di valorizzare il sistema agricolo dell’area territoriale dove opera. A questo proposito è assolutamente necessario che la cantina mantenga un rapporto virtuoso con i propri collaboratori e i propri dipendenti, incoraggiandone la crescita personale e professionale, ed è altrettanto necessario che la cantina collabori e condivida conoscenze con gli altri viticoltori del territorio, evitando azioni di concorrenza sleale.

Il vignaiolo sostenibile incoraggia la biodiversità attraverso pratiche quali: l’alternanza del vigneto con siepi e aree boscate; una gestione del suolo che preveda inerbimenti e sovesci e che escluda, in ogni caso, il suolo nudo, se non per brevi periodi stagionali; la tutela degli insetti pronubi e della fauna utile utilizzando di preferenza insetticidi ammessi in agricoltura biologica qualora tali interventi si rendano necessari, e comunque evitando di utilizzarli durante la fioritura della vite e di altre specie erbacee presenti nel vigneto; l’allevamento di animali nel rispetto del loro benessere e la produzione in azienda di letame; la produzione aziendale di compost da residui di potatura e altri materiali organici.

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  • I nostriobbiettivi

    Abbiamo creato la Slow Wine Coalition per trasformare il settore del vino adottando tecniche sostenibili, promuovendo l’inclusività e celebrando le tante culture che fanno parte della viticoltura e della vinificazione. Mettendo in luce le pratiche agroecologiche, le diversità culturali e biologiche e riducendo l’impatto ambientale lungo l’intera filiera enologica, la nostra Coalition si propone di costruire una comunità capace di cambiare il mondo del vino, sorso dopo sorso.

    La Coalition si impegna inoltre a rendere il mondo del vino più accessibile e inclusivo su più fronti.

    Promuovere la coltivazione agroecologica e rigenerativa, promuovere la biodiversità: la Coalition si impegna a incoraggiare e diffondere pratiche agricole sostenibili, enfatizzando l’importanza di un rapporto armonioso tra agricoltura ed ecologia.

    Mappare e identificare soluzioni per ridurre l’impatto lungo l’intera filiera enologica: l'obiettivo è definire e attuare strategie per mitigare l'impatto ambientale della produzione di vino, dalla vigna alla bottiglia.

    Creare un mondo del vino più inclusivo e accessibile: rendendo più comprensibili il linguaggio e la comunicazione, cercando di colmare le disparità di genere nell'industria vinicola, promuovendo l'inclusività e le pari opportunità, affrontando il tema dei prezzi e creando percorsi per l'accesso alla terra e alle risorse da parte di nuovi e giovani produttori, promuovendo la diversità nel mondo del vino, in tutte le comunità della Slow Wine Coalition nel mondo.

    Creare una rete unita e cooperativa: vogliamo coltivare una comunità che promuova la collaborazione tra vignaioli, distributori, sommelier, professionisti e appassionati. Insieme siamo più forti. Ecco perché incoraggiamo la cooperazione e l’apertura lungo tutta la filiera del vino, per sostenere più efficacemente prezzi equi, pratiche sostenibili e metodi agroecologici.

    La Slow Wine Coalition si prefigge un duplice impatto: da un lato, la salvaguardia della biodiversità, dall’altro l’aumento della resilienza della produzione vinicola in un contesto di crisi climatica, oltre alla riduzione dell’impatto ambientale lungo l’intera filiera enologica Infine, la Coalition vuole creare un mondo del vino più accessibile e inclusivo per tutti i suoi attori, dai produttori ai consumatori.

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