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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 
 

Lidér Gòngora Farìas

Lidér lavora sulle coste dell'Ecuador con i pescatori e con le donne raccoglitrici di molluschi e di granchi. Ci racconta della sua battaglia per difendere e ricostruire le mangrove.

Ecuador | Esmeraldas | Muisne

Venuto a Terra Madre 2012 dall'Ecuador per presentare il progetto di ricostruzione della mangrovia nel nord del paese (nella provincia di Esmeraldas), Lidér Gorgora appartiene a quella categoria di persone che credono nella giustizia e combattono per affermarla. Coordinatore dell'Assemblea nazionale sull'ambiente dell'Ecuador e membro del consiglio di amministrazione del Collettivo del movimento sociale del paese, ciò che colpisce di lui è il grande sorriso con il quale accoglie i suoi interlocutori. Qui ci racconta della sua battaglia, che poi è una battaglia anche un po' nostra.

 

"Io vengo dall'Isola Muisne, circondata dalle mangrovie. Ci Sono nato, poi sono andato via per gli studi e infine sono ritornato a casa, sull'isola. In Ecuador ci sono tre milioni di persone emigrate all'estero per cercare lavoro negli ultimi anni. Eppure il mio è un Paese ricco di risorse, abbiamo tutto e siamo pochi. Ma dove sono i soldi? A Miami, in Svizzera, ovunque meno che in Ecuador. I politici se li portano via. Anni fa ho deciso che dovevo fare qualcosa, diffondere la cultura perché non è colpa della gente, il consumatore non sa ciò che accade. Bisogna fare educazione in modo tale che sia il consumatore stesso a scegliere. Perché questa è una lotta di tutti.

 

Lavoro sulle coste dell'Ecuador con i pescatori e con le donne raccoglitrici di molluschi e di granchi. Purtroppo, da un po' di tempo a questa parte, è sopraggiunto un problema: una grossa industria di gamberetti ha causato la distruzione del 70% delle mangrovie del paese. È un disastro: non solo hanno sradicato gli alberi ma hanno distrutto un intero ecosistema, fondamentale per le popolazioni locali. All'inizio la situazione ci ha spaventati perché è difficile confrontarsi con qualcuno che ha potere politico ed economico, tuttavia abbiamo creato un'organizzazione che adesso è diventata attiva a livello nazionale ‘il Coordinamento nazionale per la difesa delle mangrovie'. Ogni villaggio ha una piccola associazione ma uniti tutti insieme siamo forti e molto ben organizzati.

 

In questa organizzazione facciamo un po' di tutto: ci riuniamo per parlare e capire cosa vogliamo che venga fatto e come; ad esempio, discutiamo molto su come combattere la deforestazione e recuperare il territorio e la fauna (granchi e pesci). Cerchiamo di attuare proposte concrete invece di dire soltanto quello che non va. Dire no serve a poco se poi non si hanno proposte alternative. Facciamo proposte legislative, proposte sugli accordi ministeriali e sulle regolamentazioni. Recentemente siamo riusciti a intervenire per fare aggiungere un articolo nella Costituzione dell'Ecuador che parla dell'importanza delle mangrovie.

 

L'industria dei gamberetti è arrivata in Ecuador attorno al 1967 estendendosi poi agli altri stati dell'America Latina. Da lì in poi hanno portato solamente distruzione. Prima dell'arrivo degli allevamenti, il nostro territorio era ricoperto da 360 mila ettari di mangrovie lungo tutta la costa dell'Ecuador... adesso ci sono solo 108 mila ettari rimasti. Ne è sparito il 70%! Queste industrie non toccano solo l'ecosistema : anche la gente è stata costretta a spostarsi dal suo territorio e lasciare la propria casa.

 

La gente locale non lavora per le industrie dei gamberetti perché i proprietari non si fidano, pensano che potrebbero rubare i gamberetti, così fanno venire le persone dalle altre città. Il problema è che questi lavoratori percepiscono un salario al di sotto del minimo del Paese. Non hanno un'assicurazione e nessuna sicurezza. Non danno loro da mangiare ma se lo devono procurare e, venendo da fuori, hanno bisogno di affittare un appartamento per vivere. Perciò la maggior parte di quello che guadagnano serve per le spese. Per intenderci, un ettaro di queste piscine di gamberetti costa circa $1000 per funzionare; la prima raccolta avviene dopo quattro o cinque mesi e produce 25 quintali di gamberetti da 16 grammi ognuno; quei gamberetti sono venduti a $15/16 al chilogrammi. Quindi rende più della coca, è più veloce, e, oltretutto, pure legale! Per questo motivo tutti i nostri politici e coloro che hanno potere economico qui da noi sono allevatori di gamberetti. È difficile lottare contro di loro ma la gente ha capito che bisogna confrontarsi, anche a costo di perdere la vita. Molti dei nostri compagni hanno gia perso la vita.

 

Le mangrovie proteggono le popolazioni che vivono sulla costa. Se spariscono le mangrovie, le popolazioni saranno costrette ad andare via perché in caso di tempeste e uragani villaggi interi verrebbero spazzati dalle inondazioni. Inoltre hanno un'importanza mondiale per quel che riguarda l'immigrazione degli uccelli che dal Nord America vengono a passare un tempo consistente della loro vita tra le mangrovie del Sud. Se arrivano e non trovano le mangrovie, muoiono perché non trovano il cibo necessario. Anche la pesca dipende da questo ecosistema: le mangrovie infatti offrono riparo ai piccoli di pesci e granchi dai predatori. È' un luogo protetto dove vengono deposte le uova. Le mangrovie costituiscono l'1% delle foreste di tutto il mondo e secondo gli ultimi dati raccolti dalla Fao è stato tagliato il 50% di questo 1%. Stiamo assistendo a un vero disastro sul nostro pianeta.

 

È bello venire a Slow Fish e parlare dei problemi. Speriamo così che la gente capisca il danno che stiamo facendo. Dobbiamo fermare almeno un po' questa distruzione. Le industrie non si curano di nulla, tagliano tagliano tagliano via ettari di foresta. Noi chiediamo ai politici di lasciarci il nostro territorio perché lì è la nostra storia, la nostra cultura. La gente, in Ecuador e nel mondo, deve saperlo."

 

 

 

 



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