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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 
 

Aurelio Cocchini

Riportare Una Generazione Al Mare

Italy | Umbria | Lago Trasimeno, San Feliciano, Perugia

Cocchini Aurelio sceglie la vita del pescatore trent'anni fa. Lavora in una cooperativa di pescatori sul Lago Trasimeno, in Umbria.

 

" 'Lasciamoli morire in pace questi pescatori.' Mi rimase impressa questa frase di un dirigente pubblico che durante un incontro, il primo a cui partecipai, si rivolse ai pescatori in questi termini. L'argomento in corso era quello dell'invecchiamento del settore e di come avrebbe a lungo termine portato alla morte di questo mestiere e lui in tono pacato concluse il discorso con la frase più offensiva che io abbia mai sentito. In quel momento giurai a me stesso che avrei fatto di tutto per salvare il mestiere del pescatore, fosse l'ultima cosa che avrei fatto."

 

Aurelio è un pescatore sul Lago Trasimeno dal 1980. Ha iniziato il mestiere nel suo ultimo anno delle superiori, poco prima di laurearsi! "Non ho neanche finito dalla voglia di libertà che avevo, voglia di aria aperta e di mare!".

 

La convinzione che il dialogo possa sanare ogni tipo di contrasto e incomprensione, ha portato Aurelio a non avere pregiudizi nei confronti di nessuno e a tessere rapporti con chiunque, dalle istituzioni alla televisione, per raccontare la situazione dei piccoli pescatori del lago e le loro esigenze e problematiche. "Ho fatto la prostituta. Ho fatto rete. Ora in questa zona non si prendono decisioni inerenti il settore del turismo senza prima consultare i pescatori. Grazie a quest'aurea positiva che abbiamo creato attorno alla figura del pescatore, che gode di maggior rispetto e dignità, quest'anno abbiamo avuto ben quattro neo-pescatori." Un successo.

 

Aurelio non ha una grande passione per la barca, ma è profondamente innamorato di tutto quello che questo mestiere porta con sé: il contatto con la natura, i tempi allungati, ecc.. "Fare il pescatore, se fatto con la metodologia millenaria, è molto faticoso, non da spazio ad altro" dice. "Molto spesso si è obbligati a mettere in secondo piano la famiglia."

 

"Sono stati i pescatori del lago ad affascinarmi, sono persone di grande valore, con una forte etica e allo stesso tempo un po' anarchici. Io desideravo diventare come loro." Aurelio voleva condividere la loro mentalità e far parte della stessa cultura territoriale. "Loro sono liberi!", conclude a riguardo.

 

La cooperativa di San Feliciano sul Trasimeno è stata fondata nel 1928. Ad oggi i pescatori della cooperativa sono trentadue e sono tutti soci dipendenti. Guadagnano in base a quanto lavorano e a quanto pescano. In questo modo ognuno è libero di fare quello che vuole, sono liberi di gestirsi il loro lavoro.

 

"Il lago Trasimeno è un braccio di Mediterraneo rimasto intrappolato e nel corso dei secoli la cui evaporazione lo ha reso un lago ad acqua dolce. E' prefetto per la pesca" spiega Aurelio. I pescatori della cooperativa fanno una pesca di cattura, che non garantisce grandi quantità ma è sostenibile ed è quella che si è sempre fatta in questa zona. Durante il periodo invernale si gettano in acqua le reti alla sera e si raccolgono il mattino seguente; questo tipo di pesca è detto 'a fermo'. In estate invece si fa la pesca 'al volo': si esce con le barche e si tendono le reti in parallelo sotto la superficie dell'acqua per circa 3 km e prima che sorga il sole si raccolgono.

 

In questa zona si usavano tradizionali barche piatte a remi che permettevano di passare tra i canneti del lago. Si usciva sempre in due e mentre uno remava, l'altro tirava le reti. Da quando hanno introdotto il motore, si può lavorare anche da soli, non è più necessario di essere in due.
"Per me è frustrante essere da solo, preferisco la compagnia. A me piace andare andare a pescare con un compagno di barca. C'era un motivo se si usciva in due, non era solo per una questione pratica. La cooperativa organizza anche gruppi di pesca in cui spesso c'è un esperto insieme a un giovane."

 

"Ci siamo resi conto che l'idea di qualità legata alla tradizione con cui a livello turistico promuoviamo questa zona, non è sempre coerente. In alcuni momenti è difficile garantire alti quantitativi di un certo tipo di pesce 'tradizionale' della zona; inoltre, facendo una pesca di cattura, arriva un po' quello che capita. Il persico reale per esempio, una grande nostra risorsa, quest'anno non si è visto. Abbiamo pensato quindi di cambiare lo slogan di promozione di quest'area turistica e passare da un concetto di tradizione a uno di unicità. I turisti che vengono in questa zona avranno la possibilità di mangiare qualcosa di unico e peculiare della zona e pescato in quel giorno in particolare e questo aiuterà a rendere unica la loro esperienza. Legare il discorso di promozione soltanto alla tradizione non è sempre così sensato. Se noi ci troviamo a pescare pesci che non sono mai stati troppo presenti in questo mare, ci adattiamo. E se hanno le spine... bè, allora insegneremo ai clienti di tornare a mangiare il pesce con le mani!"

 

"La pesca di cattura è destinata a morire e sarà sostituita dall'allevamento. Oggi il 95% del pesce mondiale è di allevamento. Sono pesci nutriti a semi di mais; spero solo non diventi un'esclusiva borghese."

 

"La commercializzazione del prodotto è la parte più difficile", dice Aurelio. Il 90 % della vendita della cooperativa và alla ristorazione. Il prossimo passo sarà avere un ristorante proprio. Per il momento hanno dei punti-vendita di proprietà della cooperativa dove possono fare vendita diretta.

 

"O la pesca in grado di trasformarsi o andrà incontro alla sua fine. Io per esempio quest'estate l'ho trascorsa a fare pesca-turismo. Ci sono sempre più richieste ogni anno. Non è quello che amo di più fare, ma va bene. Posso insegnare ai turisti qualcosa in più su questo mare e sulla pesca e renderli più consapevoli e sensibili a questa campagna. Cerco di farli appassionare, perché se uno ama il mare non può trattarlo male e non può tollerare che altri lo facciano."

 

"Mi piace definirmi un guardiano del mare e spero le prossime generazioni di pescatori la pensino come me," conclude.

 

Aurelio Cocchini

info@pescatorideltrasimeno.com



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