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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 
 

Jeremy Brown

Amo il mio lavoro

United States

Figlio di un agricoltore, Jeremy Brown è un pescatore artigianale che lavora e vive sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Quando non è per mare, è impegnato a salvaguardare l'ambiente ed è coinvolto nelle reti di diverse associazioni come Slow Food e Commercial Fishermen of America.

 

"Mio padre faceva il contadino in Inghilterra. Io non volevo seguire le sue orme, ma mi sentivo attirato dalla pesca. Così, quando sono arrivato su questa costa, sono stato preso dall'entusiasmo. Amo lavorare con le mani, così come apprezzo l'idea di un'economia basata su piccole attività. Nella mia area i pescatori sono perlopiù artigianali. Pesco ormai da 30 anni; non guadagno granché, ma è un lavoro che mi consente di fare del bene. Intanto il pesce è un cibo salutare e inoltre è uno dei pochi alimenti selvaggi che è ancora possibile consumare.

 

Per pescare uso lenza e ami. Ho la mia barca e faccio inoltre parte dell'equipaggio del peschereccio di un amico. Pesco halibut con la lenza in Alaska, oltre a salmone selvaggio del Pacifico per i mercati più esigenti. Il salmone che pesco è un prodotto dell'Arca del Gusto. Ne pesco un esemplare volta, è un lavoro molto impegnativo. Le aziende per cui lavoro sono piccole, con quote molto severe. Sulla costa occidentale in generale, e in particolare in Alaska, la gestione del settore della pesca è molto rigido. Per pescare il salmone sto via 4 di solito giorni di seguito. Lavoro quando c'è luce e dormo quando è buio, che in Alaska significa 3-4 ore. Tutte le aziende per cui lavoro sono certificate MSC, alcune sono persino raccomandate dal Seafood Watch del Monterey Bay Aquarium. Sono tutte molto serie.

 

Un tempo mia moglie pescava con me, ma oggi lavora come agopuntrice. Durante l'estate non ci vediamo molto spesso perché sono in mare, ma in inverno resto a terra, così posso dedicarmi alla mia vita personale. D'inverno mi occupo anche di attività di recupero degli habitat naturali e di altri temi che riguardano la comunità.

 

Quando posso, vendo il pescato attraverso una cooperativa. Nel caso del salmone, generalmente ne vendo la metà ai ristoranti (ne servo circa 6-8) e il resto ai grossisti. Sono inoltre vice presidente dell'associazione Commercial Fishermen of America.
Pesco prevalentemente da solo, ma la nostra è una comunità molto forte. Ci aiutiamo l'un l'altro, ci scambiamo consigli su dove pescare, abbiamo una cooperativa per la commercializzazione del pesce e la maggior parte degli equipaggi che lavorano su pescherecci con palangaro è organizzata in sindacati. Sono anche socio di Slow Food e cerco di essere più attivo che posso. Sono già stato a Terra Madre come delegato 3 volte!


Ogni anno organizziamo un evento insieme a Slow Food: un laboratorio di una giornata per insegnare ai partecipanti a preparare e inscatolare il pesce da soli. Lo abbiamo ripetuto in occasione dell'ultimo Terra Madre Day e hanno partecipato oltre 50 membri del Convivium di Slow Food Seattle. Ci siamo divertiti moltissimo, come sempre.

 

Ho un legame strettissimo con il mare, che è la mia casa, il luogo a cui appartengo. Stare per mare e sentire di comprendere l'ambiente intorno a me è una sensazione fortissima. Ho l'impressione che troppo spesso gli esperti sappiano molte cose sul mare, ma non si fermino mai per sentirlo.


Noi pescatori cerchiamo costantemente di migliorare, ma le soluzioni ai problemi più gravi non dipendono esclusivamente da noi. Possiamo fare di tutto per pescare in modo sostenibile, ma il vero problema è al di sopra di noi. La situazione globale in cui versano gli oceani è molto grave e secondo me occorre innanzitutto agire sull'ambiente. Dobbiamo fare qualcosa per combattere il cambiamento climatico, l'acidificazione degli oceani, l'uso di carburanti fossili e l'inquinamento in generale.


Studiosi ed esperti suggeriscono misure che talvolta sono molto lontane dai problemi reali. Io credo che i pescatori debbano essere consultati più spesso, perché di certo stiamo più tempo in mare noi di chiunque altro! Vediamo i cambiamenti a livello locale, la nostra conoscenza del mare è approfondita.

 

Amo il mio lavoro. Se dovessi ricominciare daccapo, rifarei esattamente la stessa scelta. Il mio pesce è tra i migliori che si possano trovare al mondo ed è pescato in modo rispettoso e sostenibile. Questo mi fa star bene.


La pesca è un lavoro fisicamente molto pesante, ma se la si ama ne vale la pena. Io sono cresciuto in una fattoria e so cosa significa lavorare duro, quindi vedo soprattutto le soddisfazioni. Intanto mi godo i meravigliosi panorami dell'Alaska e poi, una volta a terra, mi riempie di gioia vedere l'entusiasmo degli chef dei ristoranti a cui porto il mio pesce!"

 

 



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