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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 
 

Hugh & Chris Bayly

Fonte di risorse da gestire responsabilmente, ma soprattutto maestro da ascoltare

Australia

Hugh e Chris Bayly gestiscono un'attività di pesca a conduzione familiare dal 1993 nel sud dell'Australia. Pescano prevalentemente un pesce chiamato "ocean jacket", ma anche cuori eduli e granchi e vendono il loro pescato. Sono anche una coppia con figli e hobby, ma in fin dei conti, come ci racconta Hugh, è tutto collegato.

 

"Ho sempre amato il mare e la natura. Vivendo in una zona rurale dell'Australia meridionale, vicino a Port Lincoln, è stato naturale iniziare a lavorare nel settore della pesca. Ho iniziato a fare il pescatore a metà degli anni '70 ed è la mia occupazione a tempo pieno dal 1980. Il mio rapporto con il mare e l'ecosistema è molto stretto e molto profondo. Per me l'oceano non è soltanto fonte di risorse, ma è anche un maestro: ci insegna cosa fare e cosa non fare, ci spinge a cercare un equilibrio.

 

Io e mia moglie gestiamo insieme la nostra attività di pesca dal 1983 e da allora le nostre vite professionale e personale sono inestricabilmente legate. I nostri figli sono tutti coinvolti nell'attività in modo diverso, e ciò che possiamo o non possiamo fare dipende da sempre dalla pesca. La mia passione, oltre a pescare, è fare surf, mentre mia moglie è una giardiniera provetta e ama disegnare.

 

Abbiamo due imbarcazioni, una in fibra di vetro lunga 17 metri che usiamo per la pesca con trappole. Andiamo in cerca di un pesce chiamato ocean jacket (Nelusetta ayraudi), un tipo di parona (Oligoplites saurus) che si pesca in alto mare. I pesci vengono presi in gabbie d'acciaio rettangolari e la percentuale di catture accessorie è inferiore allo 0,5%. Normalmente i pesci hanno 2-5 anni, hanno un ciclo di vita breve e tassi di riproduzione molto elevati. Preleviamo solo una piccola quantità di esemplari rispetto alla biomassa della specie e il nostro metodo di pesca mira alla qualità e alla sostenibilità. Finché il governo continua a dimostrarsi ragionevole e le grandi industrie della pesca vengono tenute lontane, la nostra attività sopravviverà per sempre. Possediamo anche una piccola imbarcazione (un dinghy) di 5 m per la pesca costiera, la raccolta di cuori eduli e di un po' di granchi. Mia moglie trascorre circa 1-2 giorni a settimana a sbrigare le faccende burocratiche: paghe, bollette, documenti fiscali e così via.

 

La nostra routine è flessibile e cambia a seconda del tempo, dei trasporti e del mercato. Quando le condizioni meteorologiche non consentono di praticare la pesca con le trappole, possiamo usare il dinghy per pescare nelle baie costiere vicine a dove abitiamo. In generale, però, direi che un giorno in mare inizia solitamente all'alba, le esche vengono messe nelle trappole e poi le trappole vengono posizionate, lungo una linea o a formare un quadrato a seconda delle condizioni del tempo e del mare. Generalmente ci vogliono 2-3 ore per issare le attrezzature e ogni trappola viene ritirata 3 o 4 volte al giorno. L'ultima trappola viene issata a bordo all'imbrunire, poi è ora di spostarsi alla zona di cattura del giorno successivo, gettare l'ancora, sorseggiare una tazza di tè e andare a dormire!

 

Per la pesca con le trappole siamo in tre: io e due membri dell'equipaggio. Nel corso degli anni, tuttavia, tutti i nostri figli e anche i membri della nostra famiglia allargata hanno iniziato a contribuire in diversi modi. Sul dinghy ci sono solo io, oppure siamo io e mia moglie. Anche la vendita è una parte molto importante della nostra attività: vendiamo ai mercati del pesce, a grossisti, a ristoranti e al pubblico.

 

 A volte il lavoro può essere duro. Talvolta è stancante e non si guadagna molto rispetto all'impegno richiesto. In alcuni periodi i nostri figli non mi hanno visto molto e questa lontananza è stata difficile. Ma fare il pescatore professionista ha anche molti aspetti positivi, come il contatto con la natura e la possibilità di godersi l'ambiente.

 

L'amore per la natura e il modo in cui sono stato cresciuto non mi permetterebbero di pescare come fanno alcuni. Ma sono anche convinto che spesso il singolo pescatore farebbe le cose in modo molto diverso, se gliene fosse data l'opportunità.

 

Cerchiamo di gestire la nostra attività nel modo più responsabile possibile, sia nei confronti dell'ambiente sia di coloro che abbiamo assunto. A volte è stato molto frustrante, a volte persino esasperante, a causa della politica e dalla scarsa comprensione per il nostro lavoro da parte della comunità. Nonostante tutto è uno splendido ambiente in cui vivere e lavorare e consente di tenere i piedi ben piantati per terra. La pesca è un'importante necessità di base e noi viviamo nella speranza che, un giorno, la società ne riconosca il valore e ridefinisca le sue priorità.

 

Chi prende le decisioni che contano deve documentarsi meglio sugli argomenti di cui si occupa e sapere da chi farsi consigliare. "Leader del settore" troppo spesso significa solo chi guadagna di più. È facile vietare, ma abbiamo bisogno del pesce nella nostra alimentazione. Ecco perché la cosa più difficile da fare, ma di importanza fondamentale, è trovare il modo di consentire ai pescatori di pescare nel modo giusto.

 

I pescatori, uomini e donne, dovrebbero avere più opportunità per contribuire a educare il pubblico, i politici e i burocrati. I responsabili delle decisioni dovrebbero cercare la consulenza e i consigli di chi ha anni di esperienza alle spalle, non solo in occasione di incontri pubblici, ma singolarmente e personalmente.

 

Siamo noi pescatori i custodi del mare, così come i contadini sono i custodi della terra. Ma la responsabilità dei decisori sta nel sostenere, incoraggiare e promuovere le migliori pratiche tra coloro che cercano di pescare o coltivare in modo etico e sostenibile".

 

 



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