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Eric Siy

Un uomo con una missione

United States

Eric Siy è ex presidente dell'Alaska Marine Council e membro della Responsible Fishing Alliance. Ci parla del modo in cui AK Marine contribuisce alla vita delle comunità di pescatori in Alaska e dei progetti per sostenere i piccoli pescatori su scala mondiale.

 

Eric Siy è un uomo con una missione. Ma una volta a Slow Fish 2011, la prima volta che vi partecipava, si è accorto di non essere l'unico al mondo a occuparsi dei problemi di cui si interessa. "È stato un grande sollievo", dice facendo riferimento all'evento internazionale e all'incontro con tanti altri pescatori e persone che si occupano di pesca in tutto il mondo. Eric ha iniziato la sua carriera come direttore dell'Alaska Marine Council negli Stati Uniti. L'Alaska è una terra ricca di risorse a cui attingono molte persone, e tra coloro che il Council rappresenta vi sono anche i gruppi che si occupano di conservazione costiera composti dalle comunità locali. Eric lavora con alcuni tra gli ultimi di questi gruppi ancora rimasti negli Stati Uniti. In un'epoca in cui buona parte del lavoro di conservazione e tutela viene delegato a ONG più grandi, la missione dell'Alaska Marine Council consiste nel creare legami tra tali gruppi a livello di comunità e il mercato più vasto, contribuendo così a mantenere in vita una pesca su piccola scala e sostenibile lungo la costa dell'Alaska. L'intento è di continuare a lavorare come "unica organizzazione che opera a livello statale con le comunità di pesca tradizionale per proteggere la diversità naturale e l'integrità degli ecosistemi marini dell'Alaska".

L'industria ittica in Alaska è molto vasta: il valore totale del settore commerciale ammonta a 1,5 miliardi di dollari per i pescatori, per un valore di vendita all'ingrosso di 3,6 miliardi. Secondo le stime degli economisti, l'industria del pesce contribuisce all'economia dell'Alaska per 5,8 miliardi di dollari e conta 78.500 posti di lavoro. Naturalmente non si tratta solo di piccoli pescatori, nella maggior parte dei casi sono invece grandi industrie che controllano una grossa parte delle zone di cattura. L'AK Marine lavora a sostegno dei pescatori delle comunità costiere, molti dei quali posseggono piccole imbarcazioni che consentono loro di capitalizzare sul pescato. Allo stesso tempo, si impegna per preservare le zone di cattura e le acque con un uso sostenibile delle risorse. Eric aggiunge che stanno lavorando su "strategie basate sul mercato e tracciabilità dell'intera catena che collega pescatori e consumatori". Sono convinti che sia un'idea vincente e in molti sono d'accordo.

 

L'AK Marine ha attuato due campagne per aiutare le comunità costiere di pescatori in Alaska. La prima si chiama "Catch of the Season" ed è strutturata come un programma di community supported agricolture. In questo caso si tratta però di pesca sostenuta dalla comunità, ossia di "community supported fishery". I consumatori dell'Alaska che aderiscono al programma ricevono pesce fresco, pescato localmente e con pratiche ecologiche: un prodotto di alta qualità che sono felici di pagare e consumare.

 

L'altro programma che Eric ha contribuito ad avviare è il Sustainable Fisheries Trust, che possiede il marchio Alaskans Own Seafood. L'iniziativa mira a fornire il pesce di massima qualità ai consumatori più esigenti. Come cita il sito Web, "acquistando Alaskans Own TM si investe nel futuro della pesca in Alaska e nelle comunità di pescatori artigianali, le cui pratiche attente sono vitali per garantire la salute dell'oceano". È un modello da cui molte comunità di pescatori presenti a Slow Fish possono trarre ispirazione, almeno questa è l'idea di Eric. Eric collabora inoltre con la Responsible Fishing Alliance per creare una rete mondiale di pescatori, standard e pratiche di etichettatura che non solo migliorino la capacità di sopravvivenza delle comunità, ma contribuiscano a generare prodotti dal valore aggiunto.

 

In generale, Eric sembra ottimista: è convinto che una nuova generazione comprenderà l'importanza della pesca e degli oceani e sarà più attiva e coinvolta nella tutela di tali risorse. Conclude dicendo che tutto dipende dalle "relazioni a livello di persone e di comunità: è questo che garantisce la sostenibilità".

 



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