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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 
 

Alessandro Cecconi

Pescare nel sole

Italy | Marche | Portonovo

"Per fare questo lavoro serve almeno un 95% di passione, sennò non si fa niente. Il problema con le nuove generazioni è proprio questo: sono pochi quelli che hanno passione per un lavoro così. Hanno altri interessi. Io di passione per la pesca ne ho tanta, anzi, diciamo che è la mia unica passione, non ne ho altre al di fuori del mio lavoro. Io se non ho il mare quasi sto male. A mia moglie il mare non piace poi tanto. Per me, invece, è la più grande soddisfazione. La cosa che più mi spinge a continuare è la bellezza. Amo in particolare assistere allo spettacolo del sole sta sorgendo sul mare. Stai lì ad aspettare sulla barca e non lo vedi fino all'ultimo, poi d'un tratto sembra quasi esca dal mare come fosse una palla dorata che schizza in superficie. È bellissimo.

 

Sono 54 anni che faccio questo lavoro. Ho iniziato a pescare mòscioli a 17 anni, nel 1957. Adesso ne ho 70 e con l'età che avanza la fatica inizia a sentirsi, ma ancora non me la sento di andare in pensione. Per fortuna ho mio figlio di 22 anni che collabora con me e mi aiuta. Mi sembra che fare il pescatore gli piaccia, speriamo un giorno di potergli lasciare la mia attività. Non è facile trovare qualcuno che lo voglia fare e siamo rimasti sempre più in pochi. Certo, meglio pochi ma buoni, e soprattutto sostenibili.

 

Mi alzo tutte le mattine alle quattro e mezzo, e alle cinque e mezzo sono in mare. La giornata dura dalle tre alle sei ore, secondo la disponibilità di pesce. Il mio metodo di pesca è di tipo subacqueo, quasi come un sommozzatore. Vado sotto con muta e l'equipaggiamento e raccolgo i molluschi con un rastrellino e un cestello. In superficie, sulla barca, c'è una persona che raccoglie i cestelli pieni e manda giù quelli vuoti. Stando sott'acqua, ho la possibilità di scegliere solo i mòscioli più grandi e di lasciare a quelli piccoli la possibilità di crescere. In più, una volta sulla barca, uso un setaccio che trattiene solo i molluschi grandi, quelli piccoli vengono ributtati in mare. Per questo dico che è una pesca sostenibile, perché non si sfrutta il mare ma gli si lascia il tempo di rigenerarsi. Noi pescatori del mòsciolo lo sappiamo. Infatti, il mare nella nostra zona, intorno a Portonovo, è pulito e sano. Se non ci fossero altri a guastarlo, fosse per noi, starebbe benissimo. Comunque non ci si può lamentare, è un bel mare.

 

I pescatori del mòsciolo sono rimasti una decina: ci sono cinque barche e ognuna ha due persone. Siamo tutti riuniti nella Cooperativa dei Pescatori di Portonovo, che raccoglie quelli della riviera del Conero. La Cooperativa ha 19 soci e si occupa soprattutto della vendita, il che è un gran vantaggio per noi pescatori. Certo, le quantità sono limitate, sempre per rimanere sostenibili. Il mòsciolo è un prodotto di nicchia e si mangia soprattutto nella zona in cui si pesca. Noi vendiamo soprattutto a ristoranti e pescivendoli del Conero.

 

Non so che sarà del futuro. Speriamo che il comune di Ancona ci aiuti invece di penalizzarci. Il nuovo piano regolatore potrebbe mettere molti dei capanni fuori norma e saremmo costretti ad abbandonarli. Spero che non succeda. Comunque, se il mare resta così, e se ci saranno un po' di giovani che vorranno fare questo mestiere, tutto andrà bene.

 

 

 



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