L'acquacoltura responsabile

La sostenibilità di un allevamento di pesci o di frutti di mare dipende soprattutto dall’alimentazione degli animali e dalle caratteristiche del sito.

Secondo i più esigenti, si dovrebbero allevare solo le specie erbivore (come la carpa e la tilapia), che possono riprodursi in cattività e non generano troppi rifiuti. Non tutti, però, condividono una posizione così intransigente.

In realtà, la questione della sostenibilità dell’acquacoltura è estremamente complessa. Gli esperti avanzano in direzioni assai diverse, mossi dal bisogno di limitare i tanti effetti perversi degli allevamenti e da una doppia volontà: rimediare alla diminuzione degli stock dei pesci pescati e assicurare un più ampio accesso della popolazione mondiale alle proteine nobili.

«Il pesce d’allevamento è un’ottima fonte di proteine e, se è prodotto in maniera corretta, aiuta a preservare l’ambiente. Sono pienamente convinto che l’acquacoltura sia il mezzo più sostenibile per nutrire il mondo.»

Jose Villalon, Direttore del Programma Acquacoltura del Wwf.


Varie ong ambientaliste hanno reagito in maniera molto dura a una recente raccomandazione della Fao che invita ad aumentare sensibilmente gli allevamenti ittici per compensare la diminuzione del pescato e soddisfare i consumi.

Ancora più controversa è la questione della certificazione del pesce d’allevamento. Il Wwf, in collaborazione con Unilever, sta studiando un sistema di certificazione dei prodotti dell’acquacoltura sul modello del Marine Stewardship Council, la certificazione più conosciuta e diffusa per il pescato. Molte Ong si oppongono violentemente: sostengono che i progetti di certificazione degli allevamenti di gamberetti e salmoni servono solo gli interessi delle lobby imprenditoriali e sono finanziati, almeno in parte, dall’industria alimentare, in particolare Unilever.

Le associazioni accusano pure il Wwf di non considerare gli interessi dei popoli indigeni, rifiutando di invitare alle discussioni i rappresentanti delle comunità di sei regioni del mondo molto colpite dall’acquacoltura.

Per saperne di più, consulta le tavole rotonde del Wwf sull’argomento:  aquaculture dialogues.

Tutto ciò rende la scelta del consumatore assai ardua.