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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 
 

No alle pratiche crudeli


Il peggior esempio di pesca crudele riguarda il pescecane (squalo). La zuppa alle pinne di pescecane, molto apprezzata in diverse parti dell’Asia, ha ormai il triste privilegio di diventare di moda anche in alcuni paesi occidentali. Prima di ordinare questo piatto in un ristorante raffinato, o supposto tale, ricordiamoci che solleva questioni etiche per almeno due ragioni:

• trovandosi a capo alla catena alimentare, questo grande predatore gioca un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema in cui vive. Se il numero di pescicani diminuisce fortemente (anche perché si riproducono a ritmi lenti), le loro prede aumentano ed esercitano una pressione eccessiva sulle specie di cui si nutrono. Questo fenomeno è chiamato “cascata trofica”. Per di più, a differenza della maggioranza dei pesci, gli squali producono pochissime uova. Sono semplicemente animali da non catturare!

• Secondo l'alleanza internazionale Shark Alliance, la pratica del finning è diventata comune per rispondere alla domanda di pinne di squalo destinate alla preparazione della famosa zuppa: si issano a bordo dei pescherecci i pescicani catturati, si tagliano le pinne (vendute a prezzi elevati) e si rigettano in mare le carcasse degli animali, spesso ancora in vita. Perfino in Australia e in altri paesi dove il finning è vietato, questa pratica continua.

Non ci credete? Volete delle prove? Guardate questo video.  

Per maggiori informazioni, visitate il sito di Shark Alliance.

 

 


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