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Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 

Variazioni sulle acciughe


03/03/13

L'evento Slow Fish di Genova è alle porte, e Slow Food vi invita a partecipare a un concorso per ricette dove l'acciuga sarà l'invitato d'onore. Siamo alla ricerca di piccoli piatti da "piluccare", da servire come spuntino o come aperitivo. Il concorso è aperto a tutte le proposte culinarie, tradizionali o moderne, casalinghe o professionali che siano, magari con una bella storia alle spalle. I piatti, freddi o caldi, potranno sbizzarrirsi nell'uso degli ingredienti, oppure ridurli al minimo indispensabile: è solo una questione di gusto personale... Le possibilità sono vaste come il mare!


Mandateci la vostra proposta entro il 1° aprile, e una giuria accreditata selezionerà le ricette finaliste che tra il 9 e il 12 maggio saranno cucinate presso l'area Bistrot di Slow Fish. La ricetta vincitrice sarà incoronata nel corso dell'evento, e sarà premiata con un poster della campagna "Mangiate l'achoveta". Promossa dall'Università peruviana Cayetano Heredia, questa importante iniziativa sta lentamente convincendo la cittadinanza a consumare acciughe, alternativa più sostenibile, e a porre fine a una pesca a oltranza che ne sta decimando i banchi per produrre mangimi animali.


L'acciuga ha avuto tradizionalmente un ruolo di grande spicco in molte culture, sia nell'entroterra sia nelle aree costiere. Dall'impero romano al Giappone urbanizzato, dalle prime civiltà delle Ande sudorientali agli altopiani del Guatemala, le acciughe sono state consumate crude, essiccate, salate, affumicate, fermentate... Ingrediente versatile, l'acciuga ha offerto il destro a infinite variazioni culinarie, senza dimenticare sottoprodotti come la "colatura" italiana (il liquido che si ottiene dal processo di salatura) o certe salse asiatiche a base di pesce fermentato.


Anello basso della catena alimentare marina, l'acciuga, come altri pesci di piccole dimensioni, è una risorsa alimentare essenziale per le specie ittiche più grandi, oltre a rappresentare un'alternativa sostenibile per il consumo umano. Riserve abbondanti, riproduzione molto rapida, ciclo vitale breve. Eppure di recente alcune pratiche discutibili ne hanno messo a repentaglio la sopravvivenza in certe aree. Un esempio è proprio quello dell'anchoveta peruviana, che costituisce la più grande biomassa ittica al mondo: pari all'8% di tutto il pesce pescato nel globo, l'anchoveta è venduta al prezzo irrisorio di 150 dollari la tonnellata per essere trasformata in mangime animale.


Anche un pesciolino può aiutarci a prendere coscienza delle assurdità dell'attuale sistema alimentare. In un'epoca in cui la pesca sostenibile e la tutela delle risorse ittiche sono problemi quotidiani, che senso ha dedicare il 40% del pescato (dati FAO) alla produzione di mangimi per animali, fonte di cibo meno sano, per giunta alimentando un'industria che danneggia l'ambiente e produce un volume preoccupante di CO2?
Rimbocchiamoci le maniche e torniamo a gustare l'acciuga!


Spedite le vostre proposte a slowfish@slowfood.com entro il 1 aprile.

I partecipanti dovranno indicare:
• Un nome che identifichi la ricetta
• Una lista completa di ingredienti con dosi per 10 persone (ciascuna porzione delle dimensioni di uno "stuzzichino")
Istruzioni per la preparazione articolate in passaggi chiari, senza dimenticare di indicare tempi e temperature di cottura.
• Dove possibile, l'origine delle acciughe utilizzate (dove sono state pescate)
• La storia della ricetta/delle acciughe utilizzate e il suo legame con la regione (facoltativo)

 

 



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