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Un nuovo documento internazionale per la difesa della pesca artigianale


14/07/14

Notizia pubblicata su Ecoceanos.cl


L'11 giugno 2014 i rappresentanti di 143 paesi riuniti a Roma per la 31^ sessione della Commissione pesca (Cofi) della Fao hanno approvato il primo strumento internazionale ad ampio raggio per il sostegno alla pesca artigianale. La risoluzione adottata - la cui finalità è garantire la sostenibilità della pesca artigianale nel quadro di una politica orientata alla sicurezza alimentare, a una corretta alimentazione e alla lotta contro la povertà - ha preso la forma di Direttive volontarie.


Dal 2011 a oggi oltre 4000 tra esponenti di governi, organismi locali per la gestione della pesca, organizzazioni della società civile, studiosi, ricercatori e associazioni di piccoli pescatori hanno preso parte alla negoziazione delle nuove direttive Fao relative alla pesca su piccola scala, il cui testo sottolinea l'importanza del rispetto dei diritti umani e della loro concreta implementazione, la necessità di promuovere la parità di genere nel settore e la dignità dei piccoli pescatori, invitando al contempo gli stati a garantire ai piccoli pescatori uno spazio di rappresentanza nei processi decisionali che possono influire sul loro ambiente di vita.


Le direttive Fao hanno un ampio respiro e un ambito di applicazione globale. Si riferiscono alla pesca artigianale in tutti i suoi contesti, ma con un occhio di riguardo per le esigenze dei paesi in via di sviluppo. I mezzi prospettati vanno dal miglioramento dei sistemi di governance della pesca e delle condizioni di vita e lavoro a raccomandazioni rivolte ai governi sul modo più efficace per aiutare i pescatori artigianali e i lavoratori del settore a ridurre le perdite e gli sprechi successivi all'acquisizione di risorse alimentari.


Le nuove direttive vanno a integrare il Codice di condotta Fao per la pesca responsabile (1995) e le Direttive volontarie per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (2012).

 

Un riconoscimento all'impegno di Chandrika Sharma


Insieme all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Cofi è l'unico forum mondiale che si occupa in maniera continuativa dei problemi della pesca e dell'agricoltura su scala internazionale e regionale, con l'obiettivo di formulare raccomandazioni rivolte agli stati, agli organi regionali di gestione della pesca, alle Ong, ai lavoratori della pesca industriale, ai pescatori di piccola scala, alla Fao e alla comunità internazionale.


Il presidente del Cofi ha dedicato le nuove Direttive a Chandrika Sharma in segno di riconoscimento per il suo impegno infaticabile, la sua leadership e il suo inestimabile contributo alla messa a punto del nuovo strumento. Chandrika Sharma, segretaria esecutiva del Collettivo internazionale di sostegno alla pesca artigianale (ICSF), è scomparsa a bordo del volo Malaysia Airlines MH370 mentre era diretta a una riunione Fao in Mongolia .

 

Le principali sfide


La pesca artigianale rappresenta oltre il 90% della pesca estrattiva mondiale. Circa il 50% delle persone impegnate nel settore sono donne. La pesca è un'importante fonte di proteine animali per migliaia di milioni di persone in tutto il mondo, e da essa non di rado dipendono le economie locali, sia nelle aree marine sia in prossimità di acque continentali come laghi e fiumi. Eppure, nonostante l'importanza di questa realtà, molte comunità di pescatori artigianali e molte popolazioni indigene continuano a essere marginalizzate e lese nei loro diritti di accesso alle risorse idrobiologiche, agli ecosistemi acquatici e ai territori costieri, oltre che di sfruttamento degli stessi.


Spesso le comunità di pescatori abitano zone fuori mano, dotate di un accesso limitato ai mercati, ai servizi sanitari, all'istruzione, ai trasporti e ad altri servizi sociali. I pescatori su piccola scala, esclusi dal dibattito sull'applicazione delle attuali politiche neoliberali di privatizzazione delle risorse ittiche nazionali, delle acque dolci e delle coste, non hanno modo di partecipare alla vita pubblica e di far sentire la propria voce.


Al tempo stesso i pescatori artigianali e i lavoratori del settore ittico si trovano a fare i conti con condizioni di lavoro insicure e insalubri, con la carenza di infrastrutture, con l'esistenza di regimi di proprietà precari in materia di risorse e territori, con il degrado ambientale, con il cambiamento climatico e con catastrofi naturali che mettono a repentaglio le risorse dalle quali dipende la loro esistenza.

 

Una giornata storica per la pesca artigianale nel mondo


Alcuni esponenti del Cofi hanno messo in discussione l'applicabilità delle Direttive alla pesca artigianale altamente tecnologizzata che si pratica in un mondo industrializzato. Dal momento che la maggior parte delle attività di pesca su piccola scala si esplicano in paesi in via di sviluppo, tuttavia, la pertinenza di una simile distinzione appare relativa. «Sono tutti membri di una stessa famiglia e lottano per gli stessi diritti» ha dichiarato Naseegh Jaffer del forum mondiale dei pescatori. «Che si tratti del Nord o del Sud, la pesca artigianale è il segmento principale e più sostenibile del sottore ittico a livello mondiale» ha ricordato, «e le Direttive valgono per tutti noi».


Sid Ahmed Abeid, presidente della Federazione nazionale dei pescatori artigianali della Mauritania (Fnp), ha parlato di «una giornata storica per la pesca artigianale». «In questi anni abbiamo lavorato sodo» ha dichiarato, «e la giornata di oggi segna un'importante pietra miliare, una grande vittoria. Per le organizzazioni che rappresentano la pesca artigianale in tutto il mondo, questa vittoria ha un sapore al tempo stesso dolce e amaro. La tragica perdita di Chandrika Sharma è stata un duro colpo, ma il suo nome e il suo contributo continueranno a vivere nel nuovo strumento».


Anche José Graziano de Silva, direttore generale della Fao, ha sottolineato: «Queste direttive costituiscono un incredibile passo avanti. Sono uno strumento importante che promuoverà l'implementazione di politiche nazionali in grado di aiutare i pescatori artigianali a prosperare, oltre che a svolgere un ruolo ancora più importante nel garantire la sicurezza alimentare, promuovere un'alimentazione adeguata e lottare contro la povertà. La Fao si è impegnata ad aiutare i paesi a recepirle».


Per Juan Carlos Cárdenas, direttore Centro Ecocéanos (Cile) e membro del ICSF, «la vera sfida riguarderà ora la capacità di implementazione delle direttive da parte dei pescatori artigianali stessi, dei popoli indigeni e delle comunità costiere organizzate alle prese con gli stati, l'industria della pesca e l'acquacoltura intensiva. La loro reale efficacia emergerà soltanto una volta che le indicazioni saranno state tradotte in pratica nelle diverse zone costiere del pianeta».

 



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