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Pesca europea: puntiamo sui giovani e sulla gestione collettiva


25/10/13

Con la votazione del 23 ottobre il Parlamento Europeo ha deliberato a proposito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). I fondi stanziati per l'attuazione della Politica Comune della Pesca (PCP) per il periodo 2014-2020 ammontano a più di 6,5 miliardi di euro. Da novembre, il FEAMP entrerà nella sua ultima fase, che prevede una serie di negoziati tra il Parlamento europeo e i Ministri della pesca degli stati membri.

 

Il Parlamento si è espresso su 641 emendamenti, facendo emergere alcune interessanti novità per il futuro del comparto. Un primo segnale positivo riguarda il settore dell'occupazione giovanile. Sono stati infatti approvati gli aiuti finanziari a nuove start-up nel settore della piccola pesca costiera, per facilitare gli under 35 che abbiano alle spalle un'esperienza professionale in quest'ambito. Inoltre si incoraggiano gli under-30 che vogliano intraprendere un percorso nella pesca artigianale, promuovendo programmi di tirocinio a bordo e attività di formazione in materia di pesca sostenibile - ad esempio per quanto riguarda le tecniche di pesca, la selettività degli attrezzi e la conservazione delle risorse biologiche marine. Sono due provvedimenti importanti, che sembrano offrire una boccata d'ossigeno al settore della piccola pesca costiera e che aprono nuove prospettive occupazionali.

 

Altro elemento da portare a valore è il sensibile aumento dei fondi destinati alla ricerca, che passano da 358 a 716 milioni di euro, il che dà un maggiore respiro alla comunità scientifica e permetterà forse di produrre valutazioni più precise e affidabili, non solo sullo stato degli stock ittici, ma anche sulla salute degli ecosistemi nel loro complesso. La speranza è che al modello del RMD (rendimento massimo sostenibile, che misura gli stock e stabilisce un tetto massimo di catture consentite per ciascuna specie), che di per sé non è sufficiente, siano affiancati altri strumenti e criteri di misurazione, che davvero consentano l'acquisizione di dati sicuri ed efficaci. Va anche sottolineato che l'incremento dei fondi per la ricerca serve alla comunità scientifica per avvalersi in modo più sistematico del concorso attivo dei pescatori, che garantiscono l'elaborazione di diagnosi più esatte e condivise, punto di partenza per sviluppare piani territoriali di intervento.


D'altra parte, uno degli emendamenti approvati riconosce proprio l'importanza (prevedendo il loro coinvolgimento) di tutti gli attori implicati nelle attività di pesca e nella cogestione delle risorse, che in vari territori ha già provato la propria efficacia. I casi delle prud'homies nella Francia mediterranea, o di alcune aree marine protette, per esempio in Galizia e in Puglia, in un certo senso fanno scuola, e mostrano come le esperienze dei comitati multilaterali di cogestione consentano di prendere atto delle specificità ambientali, culturali e relative al tipo di pesca dei singoli territori, e di affrontarle in maniera condivisa.

 

Il reintegro del fermo temporaneo di pesca per favorire il recupero degli stock si presta invece a una lettura duplice, poiché molto dipende da come verrà applicato dagli Stati Membri. Se non lo si attuerà basandolo su conoscenze scientifiche approfondite e lo si aggirerà come in larga parte è accaduto finora in alcuni paesi, risulterà di fatto un provvedimento privo di efficacia.

 

Un problema che resta sul tavolo riguarda invece lo stanziamento di fondi per l'acquisto di nuovi motori per una maggiore efficienza energetica, fondi che pare saranno destinati sia alle piccole imbarcazioni sia ai grandi armatori. Da questo punto di vista la Riforma sembra non essersi dotata degli strumenti adeguati per fare opportuni distinguo, e soprattutto che sia mancata l'assunzione di base della priorità ambientale rispetto al tema trattato.

 

Benché ci siano ancora tante ombre, soprattutto per quanto riguarda l'acquacoltura - argomento che tratteremo in una comunicazione a sé -, ci sembra che la strada intrapresa col voto di ieri e che guarda ai giovani, alla ricerca e alle esperienze di cogestione, sia parzialmente incoraggiante.



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