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I succhi di frutta selvatici delle isole Saloum (Senegal)

Il delta del Saloum, intricato dedalo di acque salmastre e fluviali, isole e radure, si estende per 180.000 ettari, nella regione di Fatick. Tre comunità di donne, che vivono nelle isole di Dionewar, Falia e Niodior, si dedicano alla raccolta e alla lavorazione dei molluschi, in particolare dello yeet (in wolof), cymbium nella classificazione scientifica, il mollusco endemico che popola le acque basse e sabbiose dell'Africa occidentale. Un tempo abbondantissimo, oggi questo mollusco è in netta crisi.


Le taglie, mediamente tra i venti e i trentacinque centimetri, si sono drasticamente ridotte e le quantità di molluschi che le donne riescono a raccogliere in una giornata di pesca sono fortemente diminuite.


Il problema principale di quest'area, infatti, è la pressione - sempre più forte - sulle risorse marine: conseguenza dello sfruttamento delle grandi flotte straniere e dell'aumento della popolazione locale, che si dedica quasi esclusivamente alla pesca. Ad aggravare la situazione, la rottura della Pointe de Sangomar (una lingua di terra al largo di Dionewar), che ha provocato l'aumento della salinità dell'acqua. L'uso del legname come combustibile per l'affumicatura, inoltre, rischia di compromettere le foreste locali, in particolare di mangrovia.


Per queste ragioni, insieme alle donne, è nata l'idea di affiancare alla pesca, la raccolta e la trasformazione dei numerosi frutti spontanei che il territorio offre. Ogni famiglia della zona, infatti, produce, per il proprio consumo, ottimi succhi di karkadè, baobab, ginger, tamarindo, ditakh, new e altra frutta. Il Presidio punterà su questi prodotti, trasformando le ricette casalinghe in trasformati di qualità da proporre sul mercato locale.


Il Presidio


Con l'aiuto di un agronomo locale, nel marzo 2009 è stata realizzata una mappatura per identificare le varietà di frutta più idonee alla trasformazione ed è stato individuato un locale adatto alla produzione di succhi e confetture. La Fondazione Slow Food, inoltre, ha donato alle donne due piroghe per consentire loro di spostarsi più facilmente e ha organizzato una visita tecnica, coinvolgendo Federico Santamaria (referente dei Presìdi liguri).


Ora si tratta di attrezzare un piccolo laboratorio perché le donne possano stoccare i frutti, lavorarli, preparare gli estratti e le confetture (con strumenti di base come pentole, setacci, bilancia, gas) e di realizzare una cisterna per raccogliere l'acqua piovana. Saranno quindi organizzati corsi di formazione per le produttrici (in loco e in Italia) sulle buone pratiche di trasformazione e sulle norme igieniche di base. La Fondazione Slow Food collaborerà inoltre con l'ITA (Institut de Technologie Alimentaire) e l'ANCAR (Agence Nazionale Conseil Agricole et Rural) per aiutare la comunità a vendere sul mercato locale i trasformati.

 

Area di produzione
isole di Dionewar, Falia e Niodior, delta del Saloum, regione di Fatick

Partner tecnico
Federico Santamaria (Presidio Slow Food della castagna essiccata nei tecci di Calizzano e Murialdo)

Presidio sostenuto da
Regione Piemonte

Referenti del Presidio
Seynabou Ndoye
tel. +221 5192115 - 339525396
ndoye_s@yahoo.fr

 


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In questa sezione, rendiamo omaggio a tutti gli uomini e le donne delle nostre reti: pescatori, acquacoltori, cuochi, consumatori, giornalisti, educatori, volontari, soci di convivium e condotte e tanti altri che con i loro gesti piccoli e grandi si attivano per produrre e consumare pesce in maniera responsabile.

Chi di voi vuole raccontare la propria storia, può farlo scrivendo a: slowfish@slowfood.com

 

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