Slow Food Slow Food Donate Slow Food Join Us
 
 

Per saperne di più   |   Attualità   |   Area Stampa

|

English - Français - Italiano - Español - Deutsch
 
 

Ricerca

   
   
 
 
 
 
Slow Fish - Le poisson bon, propre et juste
 

Ricerca

Inserisci una o più parole da ricercare negli articoli


 

Slow Fish in Azione


L'aratù - un piccolo granchio (Brasile)

o la difesa delle mangrovie


Le acque delle lagune costiere presenti nello Stato di Sergipe, nel nord-est brasiliano, sono sempre state ricche di granchi di specie diverse. In particolare, nelle lagune della zona di Santa Luzia do Itanhy, si trova un granchio dalle piccole dimensioni e dalla carne saporita e delicata: l’aratù (Goniopsis cruentata). 

Questo crostaceo appartenente alla famiglia delle Grapsidae vive abitualmente tra le mangrovie, creando la propria tana in buche nella sabbia delle rive o dentro i rami della fitta vegetazione. La pesca dell’aratù è sempre stata un’attività femminile: le donne delle comunità si recavano alla laguna di mattina e, una volta in acqua, intonavano canzoni tradizionali per attirare i crostacei dentro alle trappole preparate per l’occasione con legno e una canna.

Le donne tornavano quindi al villaggio la sera per dividere il bottino con la famiglia. 
Negli ultimi anni però, con l’arrivo dell’elettricità nelle piccole comunità, la situazione è cambiata: le donne puliscono l’aratù appena raccolto e ne conservano la carne in congelatore per gli intermediari, che la acquistano ad un prezzo irrisorio per rivenderla a più del doppio ai ristoratori delle aree più turistiche dello Stato. Inoltre, i raccoglitori dell’area di Santa Luzia do Itanhy assistono di anno in anno alla riduzione del numero di esemplari di aratù nelle proprie acque. 

Questo fenomeno in parte è dovuto all’allevamento di gamberi presente nelle lagune i cui mangimi, che regolarmente fuoriescono dalle vasche di allevamento, uccidono l’aratù. Ma in parte è dovuto a uno sfruttamento non sostenibile delle risorse da parte di alcuni raccoglitori della zona, che non si curano di pescare e consumare anche esemplari di piccola taglia o femmine gravide. 

Secondo l’Ibama (Istituto Brasiliano dell’Ambiente e delle Risorse Naturali Rinnovabili) dal 2000 al 2004 la mortalità di granchio nella zona, dovuta a un fungo, ha fatto calare il numero di esemplari di caranguejo catturati giornalmente da 180 a circa 20. Questo naturalmente ha fatto sì che aumentasse notevolmente la pressione di pesca sull’aratù, che oggi è a rischio di estinzione.

Il Presidio

Il Presidio dell’aratù è stato avviato nella comunità di Cajazeiras, all’interno del Municipio di Santa Luzia do Itanhy, in un’area ad alto tasso di povertà e analfabetismo. Cajazeiras è un piccolo nucleo quilombola, i cui abitanti cioè sono discendenti diretti di una comunità di schiavi di origine africana fuggiti o liberatisi con la fine della schiavitù.

Il nucleo è formato da 250 famiglie, la cui piccola economia ruota attorno alla pesca dell’aratù. Se fino ad alcuni anni fa, la raccolta media in un giorno era di 4 kg di aratù, oggi questo valore si è ridotto a mezzo chilo. Urge quindi intervenire, in collaborazione con le istituzioni locali, per creare aree dedicate al ripopolamento degli esemplari di aratù e per ridurre la pressione sulla pesca di questo crostaceo, differenziando lo sfruttamento delle risorse peschiere. 

Allo stesso tempo è importante agire con i produttori di questa comunità (identificata per avviare un progetto pilota replicabile in tutta l’area) in tre direzioni: educare i raccoglitori a uno sfruttamento sostenibile delle acque, riducendo quindi la quantità di aratù pescato, migliorare la fase di lavorazione per aumentarne il valore aggiunto e trovare nuove alternative commerciali. Il Municipio di Santa Luzia ha già aderito attivamente al progetto, partecipando alle prime attività di ripristino di un locale comunale che sarà adibito a punto di incontro e lavorazione comune per le produttrici del Presidio.

Area di produzione
Comunità di Cajazeiras, Municipio di Santa Luzia do Itanhy, Sergipe

Presidio sostenuto da
Regione Veneto

Con il patrocinio di:
Ministero dello Sviluppo Agricolo del Brasile
Municipio di Santa Luzia do Itanhy

 


|







Intervieni nella discussione


   
Nominativo
 
Email
 
Intervento
   

Controllo di sicurezza

Inserisci nel campo di testo le due parole che ti vengono proposte. Questo sistema serve per evitare l'inserimento di interventi da parte di sistemi di spam.

 
 
 


 

Cos'è

In questa sezione, rendiamo omaggio a tutti gli uomini e le donne delle nostre reti: pescatori, acquacoltori, cuochi, consumatori, giornalisti, educatori, volontari, soci di convivium e condotte e tanti altri che con i loro gesti piccoli e grandi si attivano per produrre e consumare pesce in maniera responsabile.

Chi di voi vuole raccontare la propria storia, può farlo scrivendo a: slowfish@slowfood.com

 

Ultimi articoli
 
 
Slow Fish | Partners Lighthouse Foundation. Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS
 
 
 

Slow Food - P.IVA 91008360041 - All rights reserved

Powered by Blulab