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Salvare il Sultano dei Pesci

Slow Food Istanbul organizza la campagna "Non permettere che il pesce serra vada estinto!" per proteggere uno dei pesci preferiti della città


Adagiata tra il Mar Nero e il Mar di Marmara, Istanbul ha una lunga storia di pesca e ristoranti di pesce. I famosi panini preparati con il pesce cucinato sulle barche lungo le rive del Bosforo sono uno degli snack più popolari per gli oltre 12 milioni di abitanti della metropoli. Tuttavia, uno dei pesci più amati della città, il pesce serra, ha davanti a sé un futuro a rischio, se la sovrappesca non sarà fermata in tempi rapidi. Per sensibilizzare l'opinione pubblica, l'industria alimentare e il governo, Slow Food Istanbul ha avviato la campagna "Non permettere che il pesce serra vada estinto!": lavorando con cooperative locali di pescatori, cuochi e pescivendoli, li incoraggia ad agire e promuove varie iniziative.


"Il pesce serra è affascinante," dice la fondatrice di Slow Food Istanbul, Defne Koryurek. "Migra dal Mar Nero, partendo dai dintorni della città turca di Samsung, attraversa il Bosforo e il Mar Egeo prima di entrare finalmente nel Mediterraneo. Lungo tutto questo percorso il suo sapore cambia a seconda del pesce di cui si nutre e dei diversi livelli di salinità dei mari. Nella nostra cultura pensiamo che il pesce serra raggiunga il massimo del suo gusto qui a Istanbul, lo chiamiamo perfino il sultano di tutti i pesci."


I pescatori locali e i ricercatori hanno notato un calo negli stock di pesce serra e sostengono che il fenomeno sia dovuto in larga parte alla sovrappesca degli esemplari giovanili, che provoca una carenza di adulti in età riproduttiva nei mari. La Turkish Seas Research Foundation (fondazione turca per la ricerca sui mari) ha pure osservato che il patrimonio genetico della specie si sta riducendo: un ulteriore segnale d'allerta, che indica che il futuro è vulnerabile.


"A partire dal 2002 abbiamo cominciato a vedere un nuovo tipo di pesce serra nei nostri piatti: baby pesci serra," afferma Koryurek. "Nel corso degli anni, senza che la maggior parte degli abitanti locali se ne sia accorta, i pesci sono diventati sempre più piccoli." Con un arco di vita di 19 anni, il pesce serra raggiunge l'età riproduttiva intorno ai tre o quattro anni ma, come spiega Defne, l'età riproduttiva si calcola meglio sulla base della lunghezza: a 21 cm comincia a riprodursi e a 48 cm è pienamente adulto.


Le pratiche di pesca non sostenibili sono diventate un problema serio dal 2002, quando è stato cambiato un importante codice di pesca che fino ad allora aveva distinto molto chiaramente i pesci serra piccoli (10-15 cm), che in Turchia sono chiamati cinekop, dai pesci serra maturi (oltre i 20 cm). Non soltanto si è eliminato dal codice il cinekop, ma la lunghezza minima per pescare il pesce serra è stata ridotta a soli 14 cm.


Guidati dai pescatori locali, che comprendono le gravi conseguenze a lungo termine della cattura di pesci sotto-taglia, e in collaborazione con uno dei migliori chef della città, Mehmet Gurs, i soci Slow Food di Istanbul hanno predisposto una petizione e stanno chiedendo ai consumatori e ai ristoratori della città di non pescare, non servire e non mangiare pesci serra sotto i 24 cm di lunghezza. "Abbiamo iniziato solo da un mese e abbiamo già raccolto l'adesione di più di 100 locali e la firma di oltre 3000 persone. Ristoranti e pescherie appiccicano alle vetrine adesivi a sostegno della campagna, il che ci dà un'ampia visibilità in città."


"Ora vorremmo mettere in contatto il governo con i consumatori e la comunità di pescatori tradizionali. Nonostante loro costituiscano l'80% di tutti i pescatori della Turchia, sono le industrie ittiche che hanno i legami più stretti con il governo e perciò hanno ben più di una voce in capitolo. In realtà, il 90% del pesce serra in commercio è pescato proprio dalle industrie."

 

 


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In questa sezione, rendiamo omaggio a tutti gli uomini e le donne delle nostre reti: pescatori, acquacoltori, cuochi, consumatori, giornalisti, educatori, volontari, soci di convivium e condotte e tanti altri che con i loro gesti piccoli e grandi si attivano per produrre e consumare pesce in maniera responsabile.

Chi di voi vuole raccontare la propria storia, può farlo scrivendo a: slowfish@slowfood.com

 

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