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C'era una volta, un ponte di pesci...


Turkey - 23/10/2013

Neanche il Bosforo, un tempo pescosissimo, è esente dai mali che affliggono i mari del mondo. E proprio il Bosforo, Istanbul e il lufer sono il punto di partenza di un'importante campagna di sensibilizzazione e comunicazione. E di un grande evento, sotto l'insegna della sostenibilità.

Se parliamo di Istanbul, non possiamo fare a meno di pensare al valore simbolico di questa città a cavallo tra Asia ed Europa, porta d'Oriente e d'Occidente, crocevia di storie e di Storia. Non molti sanno però che Istanbul è anche una città affacciata su un mare pescosissimo, il Bosforo, che da sempre ha nutrito le sue genti. Al punto che la leggenda vuole che un tempo, quando i banchi di pesci si spostavano dal Mediterraneo al Mar Nero per la riproduzione, era possibile camminare sui pesci dalla sponda europea a quella asiatica. Ancora oggi, questo stretto di appena 31 chilometri ospita oltre 2000 pescatori, più quelli impiegati dalle grandi compagnie di pesca, con base nel mar di Marmara.

Purtroppo, i mali che affliggono i nostri mari - la sovrappesca, l'inquinamento, i cambiamenti climatici - non hanno risparmiato neanche il Bosforo, dove la quantità di pesce è andata sensibilmente diminuendo negli ultimi decenni. Non poteva esserci dunque cornice più adatta per organizzare la prima edizione di Slow Fish Istanbul, evento che ha portato a Istanbul, dal 17 al 20 ottobre, delegazioni provenienti da oltre 10 paesi, per discutere della salute della pesca nel Mediterraneo e nei cosiddetti "mari minori" e relativi affluenti (nel caso del Mar Nero, un mastodonte come il Danubio, con il suoi quasi 3,000 chilometri di estensione e un bacino orografico che comprende 19 Paesi Europei).

Oltre 80 fra pescatori, cuochi, accademici e rappresentanti della società civile si sono incontrati per quattro giorni nella splendida cornice della Long Albert Hall dell'Università del Bosforo, per riflettere, confrontarsi e cooperare su questioni fondamentali quali la gestione dei beni comuni, la sovrappesca, l'inquinamento e la pesca sostenibile.

Benché fosse la sua prima edizione, Slow Fish Istanbul è un evento che ha radici profonde. A partire dal 2010, il declino della pesca nel Bosforo ha spinto i soci Slow Food del convivium Fikir Sahibi Damaklar a lanciare una campagna per salvaguardare il pesce simbolo della città: il lufer (pesce serra), sempre meno reperibile e, soprattutto, minacciato dalla sovrappesca degli esemplari giovanili, che provoca una carenza di adulti in età riproduttiva nei mari.

Ad oggi, la campagna per la salvaguardia del lufer rappresenta uno dei migliori esempi di campagna locale a difesa del mare e dei suoi simboli, con migliaia di supporters tra i quali giornalisti, accademici, cuochi, cooperative di pescatori e semplici consumatori. Da questa campagna, nel 2011 è nato il Lufer Bayrami, festa autunnale che celebra la stagione della pesca del pesce serra, voluta dai soci di Slow Food a Istanbul per offrire spunti di riflessione, confronto, e discussione sul futuro del Bosforo e, più in generale, del Nostro Mare.

Slow Fish Istanbul (17 - 20 ottobre 2013) è un evento organizzato dal convivium Slow Food Fikir Sahibi Damaklar con il supporto di Slow Food.


Michele Rumiz


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