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I pesticidi e la moria delle api


Italy - 22/01/2013

Un nuovo studio commissionato dall’osservatorio europeo sulla sicurezza alimentare ha mostrato che tre pesticidi industriali tra i più diffusi rappresentano una grave minaccia per la sopravvivenza delle colonie di api da miele. Alcuni studiosi dell’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) hanno messo in guardia dai rischi legati all’utilizzo di quelle sostanze su colture che attirano le api.

“Le api vanno protette a ogni costo, perché sono un elemento irrinunciabile dell’ecosistema e un importante anello della catena alimentare, senza contare i molteplici servizi che rendono all’uomo”, ha dichiarato l’Efsa. I ricercatori dell’ente europeo hanno dichiarato che “sono necessari studi più ampi e completi sui rischi che minacciano la sopravvivenza delle api” e che “bisogna adottare criteri più severi e capillari per l’interpretazione degli studi di settore” prima di autorizzare l’impiego di certi pesticidi in campi assiduamente frequentati da insetti impollinatori.

L’Efsa ha studiato l’impatto sulle api di tre neonicotinoidi (la più diffusa famiglia di pesticidi agricoli) prodotti dall’azienda svizzera Syngenta e dalla tedesca Bayer: clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam. I due giganti della chimica hanno risposto finanziando uno studio sull’impatto di un’eventuale messa al bando di quei pesticidi: secondo i risultati, resi noti lo scorso martedì, il danno netto per i coltivatori ammonterebbe a circa 726 milioni di euro di mancata produzione.
I neonicotinoidi vengono applicati direttamente sui semi per scongiurare alla base il rischio della diffusione incontrollata di sostanze nocive legato all’utilizzo di pesticidi spray. Questo significa, però, che i pesticidi tendono a restare nella pianta anche quando la loro funzione si è esaurita: molto spesso il nettare e il polline contengono tracce di pesticidi, ed è quindi inevitabile che le api vengano in contatto con queste sostanze.
Nel caso di alcuni paesi europei, le conclusioni dell’Efsa e il fermo invito a sospendere l’utilizzo dei pesticidi neonicotinoidi sui raccolti che attirano api si affiancano a sforzi già in corso. Paesi come l’Italia, la Francia e la Germania hanno condotto studi autonomi sull’impatto di queste sostanze sulle colonie di api e hanno approvato regolamenti che restringono gli usi consentiti di alcuni pesticidi di questa famiglia. In altri paesi, in compenso, l’uso dei neonicotinoidi prosegue imperterrito. Nel Regno Unito, per esempio, tre quarti delle coltivazioni di colza, pianta molto frequentata dalle api, sono trattati con queste sostanze.

Le associazioni degli apicoltori italiani (Unaapi) e francesi hanno presentato petizioni al Parlamento europeo per esigere una più attenta tutela delle api, sottolineando la drastica impennata della mortalità di questi insetti nei paesi dell’Ue in seguito all’utilizzo indiscriminato di certi pesticidi. Oggi i Verdi europei affiancano la mozione lanciando la campagna “Give Bees A Chance: No to GMOs, No To Pesticides” [Diamo alle api una possibilità. No agli Ogm, no ai pesticidi].

La Fondazione Slow Food per la biodiversità sostiene l’agricoltura su piccola scala fondata sulla rotazione delle colture e su altri metodi naturali per il controllo dei parassiti, e collabora con diverse comunità di apicoltori che utilizzano tecniche tradizionali, in particolare attraverso quattro Presidia: il Presidium del Miele di api native dei Sateré-Mawé  (Brasile), il Presidium del Miele bianco del Tigray (Etiopia), il Presidium del Miele del vulcano Wenchi (Etiopia) e il Presidium del Miele di api native della Sierra Norte di Puebla (Messico). L’Arca del gusto ha selezionato 22 qualità di miele.

Lo studio dell’Efsa è parte di un progetto più ampio commissionato dalla Commissione Europea per fare luce sullo stato di salute delle api e sulle possibili cause della Sindrome dello spopolamento degli alveari.

Per ulteriori dettagli e tutti i dati dello studio vedi il Comunicato stampa dell’Efsa



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