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Agricoltura orientata alla produzione di cibo e accesso alla terra per i giovani sono le sfide principali del futuro


Italy - 08/05/2012

«Fin dal primo giorno del mio insediamento ho sperato di poter intervenire all’Università di Scienze Gastronomiche perché credo che il lavoro fatto in Italia e a livello internazionale da Carlo Petrini e da Slow Food sia di incommensurabile valore», ha dichiarato Mario Catania, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali intervenuto stamattina all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), con una Lectio Magistralis dal titolo "La politica agricola europea dalle origini alle nuove sfide".
«La PAC in atto oggi è basata sul principio del disaccoppiamento, che incentiva un sistema in cui in realtà il legame della terra con l’agricoltura non c’è. Stiamo lavorando per correggere questo approccio, ma ci sono molte resistenze. La mia richiesta al Commissario europeo all’agricoltura Cioloş è restituire alla terra il suo obiettivo primario di essere lavorata per produrre cibo e non combustibili o energia. Abbiamo bisogno di un’agricoltura imperniata sul food, la cui dimensione sia direttamente collegata al territorio. In questo contesto la partita dei giovani e delle politiche a loro sostegno è fondamentale, ma fino a oggi i timidi tentativi dell’Unione europea non sono andati a buon fine. Oggi i giovani guardano con rinnovata speranza ai lavori agricoli ed è nostro compito adeguare la redditività di questo settore alle esigenze richieste dal contesto sociale ed economico attuale. Il negoziato sulla PAC è importante, ancora una volta sicuramente avremo un’agricoltura migliore, ma forse non quella che vorrei io e che vorrebbe Carlo Petrini. Uno dei motivi è che nella società occidentale il vero grande assente è il cibo, nonostante il bombardamento mediatico a cui siamo sottoposti quotidianamente, perché manca la percezione della relazione profonda tra cibo e uomo e tra cibo e territorio».
Sollecitato dagli studenti sul tema degli Ogm, il Ministro è stato categorico: «La vera considerazione da fare è che i prodotti geneticamente modificati non danno alcun plusvalore al nostro sistema produttivo che trova invece ricchezza valorizzando le diversità a partire dalle caratteristiche del territorio.»
«Quella di Pollenzo è un’esperienza giovane, ma già radicata che non a caso si innesta in un periodo molto delicato: l’attuale crisi narra di un mondo che cerca nuove risorse per una rinascita a partire dalle radici profonde e salde della cultura contadina», ha affermato Piercarlo Grimaldi, Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche. «Accanto a tale processo di recupero immateriale, si intravede un ritorno alla terra soprattutto da parte delle nuove generazioni che a lei guardano con fiducia in cerca di alternative ai loro precari destini urbani».
«La presenza del Ministro qui oggi ci riempie di orgoglio e ci dà la possibilità di approfondire con lui uno dei temi più importanti per l’Europa comunitaria», ha dichiarato Carlo Petrini, Presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche. «Questo settore assorbe più del 40% del budget europeo, delinea i nostri paesaggi, il territorio, le comunità rurali con forza e autorevolezza, ma purtroppo anche con incongruenze. È arrivato il tempo che questa politica cambi alla radice e metta in prima linea chi pratica la sostenibilità, il ritorno alla terra dei giovani e valorizzi il tessuto di piccole e medie imprese del panorama comunitario. Si tratta di un dibattito centrale nella politica europea e dei singoli Stati. La Pac riguarda il futuro degli studenti provenienti dai Paesi comunitari sia che lavorino nel settore produttivo, distributivo, nell’educazione come nella comunicazione alimentare. Ma inciderà anche sull’attività degli studenti non europei, per le forme di dumping che hanno condizionato lo sviluppo della piccola agricoltura africana, per gli elementi di frizione o di convergenza che si sono manifestati sui mercati asiatici o sudamericani».
Oltre agli studenti, hanno assistito alla Lectio i rappresentanti dei Soci sostenitori e dei Partner Strategici dell'UNISG, un gruppo di aziende del settore agroalimentare che collabora con progetti a sostegno della didattica, borse di studio e internship per laureandi e laureati. «Tra i Soci e i Partner ci sono le migliori aziende italiane che si occupano di agroalimentare sia direttamente che indirettamente. Quelle che stanno facendo fronte alla crisi e che investono nell’Università perché sono coscienti che la formazione di questi giovani è funzionale affinché il nostro Paese possa sfruttare al massimo le enormi potenzialità della sua agricoltura. Grazie a queste aziende siamo riusciti a dare un indirizzo moderno a questo ateneo, impossibile senza il loro contributo», ha sottolineato Oscar Farinetti, Presidente Associazione Amici dell’Università.
La Lectio del Ministro Catania si inserisce nell’ambito delle attività istituzionali e didattiche dell’ateneo pollentino che a inizio 2012, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, ha già ospitato il Commissario Europeo all'Agricoltura e allo Sviluppo rurale Dacian Cioloş, con un intervento legato alla PAC.
Slow Food e la Politica Agricola Comune: A partire dal 2011 Slow Food ha avviato una campagna di sensibilizzazione in favore di una Politica Agricola Comune più giusta, ecologica e democratica, con l'obiettivo di raggiungere e di far discutere la rete delle comunità del cibo e le istituzioni a tutti i livelli in ciascuno dei 27 Paesi coinvolti. Il documento Verso una Nuova Politica Agricola Comune, tradotto in 19 lingue europee, individua i problemi che affliggono il sistema agricolo e alimentare e si concentra su due elementi-chiave: la produzione di piccola scala e i giovani. Il documento è disponibile qui


L’Università di Scienze Gastronomiche in cifre:
- 2004: nascita dell’ateneo
- 1 corso di laurea triennale, 1 corso di laurea magistrale, 1 master con 3 indirizzi
- 1035 studenti: dal 2004 ad oggi gli studenti da tutto il mondo che hanno frequentato i nostri corsi
- 331 studenti laureati (triennale e magistrale)
- 50% di studenti stranieri
- 60 nazionalità rappresentate
- 74% di occupati ad un anno dalla laurea
- 551 alumni (ex studenti) in rete tra loro per il mondo
- 600 viaggi didattici in Italia e nel mondo
- 22% degli iscritti al corso di laurea beneficia di esoneri dal pagamento della retta
www.unisg.it


 


 


 


 


 



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