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Insetti a colazione
25/02/2008 - Sloweb
In tutto il mondo vengono regolarmente consumate 1400 specie di insetti. Nonostante a noi occidentali l’idea possa apparire disgustosa o quantomeno inusuale, va detto che tale consumo da parte dell’uomo è in realtà abbastanza comune in molte parti del pianeta: in 36 Paesi africani vengono consumate almeno 527 specie diverse, lo stesso avviene in 29 Paesi asiatici e in 23 Paesi nelle Americhe.

In un seminario organizzato dalla Fao a Chiang Mai (Thailandia) la settimana scorsa, una quarantina di scienziati ha discusso del potenziale per l’alimentazione umana degli insetti in Asia e nella regione del Pacifico.

Nel consumo umano i più comuni provengono da quattro gruppi principali: coleotteri; formiche, api e vespe; cavallette e grilli; falene e farfalle. Gli insetti possono essere molto nutrienti, e alcuni hanno un apporto proteico pari a quello della carne o del pesce. In forma essiccata contengono spesso una quantità doppia di proteine rispetto alla carne o al pesce crudo anche se, generalmente, non superano la quantità di proteine presenti nella carne e nel pesce essiccato o cotto alla griglia. Le larve sono ricche di lipidi e contengono importanti vitamine e sali minerali.

Al seminario uno scienziato giapponese ha proposto di creare allevamenti di insetti sugli shuttle per alimentare gli astronauti, sottolineando che ciò sarebbe molto più pratico che allevare nello spazio mucche o suini (come dargli torto?). Mentre ricercatori australiani, tedeschi e americani rivelano che molti ristoranti dei loro Paesi già servono questi simpatici animaletti.

Ma al di là delle curiosità, gli esperti intravedono un notevole potenziale come opportunità di reddito e d’occupazione per le popolazioni rurali che catturano, allevano, lavorano e vendono gli insetti. Queste prospettive potranno essere incoraggiate attraverso la promozione e l’adozione di moderne tecnologie alimentari da utilizzare per gli insetti che vengono venduti vivi, essiccati, affumicati, arrostiti o trattati in altro modo. Occorre cautela, però, affinché siano igienicamente sicuri per il consumo umano e non contengano eccessive quantità di residui chimici, come gli insetticidi.

Fonte:
Fao.org
Associated Press


Luca Bernardini
l.bernardini@slowfood.it
 
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