Slow Food
   

Al via il nuovo anno accademicodell’Università di Scienze Gastronomiche


Italy - 03 Oct 05

Vengono dal Kenya, dalla Turchia, dal Canada, dalla Grecia, dalla Svizzera, dalla Gran Bretagna, dall’Olanda, dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia e ovviamente dall’Italia: sono i 68 studenti, dei quali 22 stranieri, iscritti al nuovo anno accademico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, avviato oggi lunedì 3 ottobre.
Le porte del campus si sono aperte anche per gli oltre 60 studenti che iniziano oggi il secondo anno, la cui attività didattica però sta già funzionando a pieno ritmo, essendo appena rientrati da un periodo di stage trascorso in Italia o all’estero.
Nel corso della prima settimana di lezione i nuovi studenti impareranno a prendere confidenza con la realtà didattica dell’UNISG, attraverso incontri con i diversi settori operativi della struttura.
La giornata di oggi ha preso il via con la presentazione del progetto UNISG e delle sue peculiarità da parte del rettore prof. Alberto Capatti e del presidente di Slow Food Carlo Petrini.
“L’UNISG, ufficialmente riconosciuta dallo stato italiano e quindi parte integrante del quadro universitario del nostro paese, nasce da diversi presupposti rispetto a un’università pubblica. È frutto infatti di un progetto di Slow Food, associazione internazionale che ha fornito le motivazioni culturali per promuovere l’insegnamento delle scienze gastronomiche con un approccio nuovo” ha affermato Capatti.
“L’UNISG forma i gastronomi, che non sono tecnologi alimentari, ma sanno radiografare il prodotto, ne comprendono la storia e lo potranno promuovere e valorizzare. Questo corso inoltre offre l’opportunità di conoscenza diretta del prodotto, attraverso stage, viaggi e visite: si tratta di momenti di formazione unici, dove lo studente non è solo spettatore, ma entra in contatto in prima persona con i processi produttivi” ha aggiunto il rettore.
“Infine – ha concluso Capatti - occorre sottolineare la natura prettamente internazionale di questo ateneo, dove l’inglese, oltre all’italiano, è la lingua veicolare di tutta l’università, mezzo di comunicazione tra studenti e docenti e tra gli studenti stessi”.
Carlo Petrini ha quindi preso la parola per portare l’attenzione sull’importanza del concetto di nuova gastronomia, che sta alla base del progetto formativo dell’UNISG. “La gastronomia è scienza complessa e multisciplinare: è fatta di economia politica, storia, antropologia, scienza naturale, identità culturale. Qui a Pollenzo e a Colorno si studia questa complessità, in aula e sul campo. La peculiarità di questo ateneo è data anche dal legame forte con Slow Food e con le sue attività. Sempre più l’UNISG deve dialogare su tematiche di ampio respiro come quelle emerse da Terra Madre, il meeting mondiale della comunità del cibo tenutosi nell’ottobre 2004 a Torino, che ritornerà nel 2006. Terra Madre è didattica sul campo ed è il luogo in cui le culture contadine possono dialogare con la scienza “ufficiale”. L’avventura si vivrà insieme: università, contadini – che definisco intellettuali della terra – e cuochi. Tutti insieme, con lentezza e costanza”.

Per maggiori informazioni: Ufficio Comunicazione UNISG
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