Slow Food
   

Le donne creano una rete per la salvaguardia dei semi


Italy - 29 Oct 06

L’ultima conferenza organizzata all’interno del Mercatale, nell’area esterna del padiglione 3 del Lingotto Fiere, ha voluto guardare al futuro della salvaguardia della biodiversità ed è stata occasione per annunciare un nuovo rivoluzionario progetto che pone al centro la figura della donna. Hanno alternato i loro interventi sei donne speciali, impegnate a portare idee nuove ed entusiasmo nei rispettivi ambiti di attività: Maria Grazia Mammuccini, amministratore dell’Arsia Toscana (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agro-forestale), Cinzia Scaffidi, responsabile del Centro Studi di Slow Food, Concetta Vazzana, docente dell’Università degli Studi di Firenze, Sandra Masi, proprietaria di un’azienda agricola, Cristiana Peano, docente e membro della Commissione Nazionale dell’Arca del Gusto Slow Food e Vandana Shiva, la celebre ricercatrice e attivista indiana. Tutte hanno espresso il loro sostegno e hanno promesso il loro contributo attivo per la creazione di una rete di donne che tuteli i semi e la loro biodiversità. Questo grande network mondiale, che ha già ricevuto l’adesione dell’ex ministro della cultura del Mali Aminata Traorè, sarà presentato ufficialmente nel 2007 durante il Meeting di San Rossore della Regione Toscana, ma in occasione del Salone del Gusto è stato annunciato in anteprima. L’idea di costruire questa rete è nata dalla Commissione internazionale per il futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura (di cui fanno parte anche Vandana Shiva e Carlo Petrini), che nel 2003 ha pubblicato e diffuso il Manifesto sul futuro dei semi. Nella sua parte terza si legge: «In tutto il mondo le donne rappresentano la percentuale maggiore della forza lavoro in agricoltura e sono le custodi attuali e tradizionali della sicurezza, della diversità e della qualità del seme. Le donne sono anche le principali depositarie e divulgatrici del sapere relativo alla qualità e ai metodi di lavorazione degli alimenti. Dunque, il loro ruolo centrale nella salvaguardia della biodiversità e nella conservazione, nello scambio e nella riproduzione dei semi nell’agricoltura post-industriale deve essere sostenuto e potenziato». E proprio raccogliendo questo invito, la rete delle conservatrici della biodiversità dei semi vuole sostenere, anche economicamente, il prezioso lavoro quotidiano che in tutto il mondo svolgono per l’agricoltura le donne. La loro posizione di figure “di casa”, per secoli considerata in senso negativo, può acquistare un grande valore se saranno apprezzate l’esperienza sociale e culturale e la conoscenza tecnica nella conservazione dei semi che solo le donne possiedono. E che, incontrandosi con le capacità lavorative dell’uomo, rende possibile la gestione dell’agricoltura di sussistenza. «L’urgenza di appoggiare le donne conservatrici di semi è ancora più forte – ha spiegato Vandana Shiva – se si pensa che la dilagante agricoltura industriale ha completamente escluso la figura femminile. Solo la sapienza millenaria delle donne ci porterà dall’agricoltura industriale all’agricoltura ecologica».