Slow Food
   

Sustainable Agriculture, Bio-diversity protection


Poland - 04 Sep 07

L’Ong CEFA il seme della solidarietà, Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Fairtrade Italia, con il finanziamento dell’Unione Europea, nel marzo 2007 hanno dato il via a un progetto europeo triennale dal titolo Sustainable Agriculture, Bio-diversity protection and Fair Trade, together against poverty, che ha l’obiettivo di far conoscere al pubblico i temi dello sviluppo sostenibile e le problematiche del Sud del mondo, facilitando in questo modo interrelazioni eque fra paesi poveri e sviluppati.

Nel corso del progetto sarà creato un Osservatorio europeo permanente sui temi della tutela della biodiversità, del sostegno a forme di agricoltura sostenibile, della promozione e della certificazione dei prodotti del commercio equo e solidale con relativo sito internet, e saranno promosse attività di informazione e sensibilizzazione durante alcune manifestazioni internazionali.

Il primo evento in programma, dal titolo Tradizione e innovazione in agricoltura, si terrà a Varsavia il 7 settembre 2007. Protagonisti della giornata sono il miele e i prodotti spontanei, con due workshop dedicati. Scelta non casuale, poichè i due prodotti hanno un ruolo importante nelle economie dei Paesi dell’Est europeo, ed essendo commercializzati nei mercati locali sono interessanti esempi di filiera corta. Inoltre miele e prodotti spontanei rappresentano un patrimonio unico di biodiversità da salvaguardare.

Slow Food per l’occasione porta i suoi Presìdi: miele da bere (Polonia), miele bianco di Wukro (Etiopia), confetture dei villaggi sassoni (Romania) e infusi e frutti spontanei del Rosson (Bielorussia).
I Presìdi sono progetti sostenuti dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità nati per tutelare i piccoli produttori e salvare i prodotti artigianali di qualità. L’obiettivo dei Presìdi è garantire un futuro alle comunità locali del cibo: organizzando i produttori, cercando nuovi sbocchi di mercato, promuovendo e valorizzando sapori e territori.

Le altre iniziative che fanno parte del progetto triennale sono il Congresso Internazionale di Slow Food (Puebla, Messico, 8-11 novembre 2007), Congresso Ifoam “Cultivate the future” (Modena, Italia, 16-20 giugno 2008), Terra Madre (Torino, Italia, 23-27 ottobre 2008), Aux Origines du Goût (Montpellier, Francia, 2009) ed eventi a Cipro (giugno 2008) e in Tanzania (settembre 2009).
Inoltre, sarà pubblicato materiale informativo, redazionale e didattico. Una serie di attività di informazione e formazione sarà dedicata in modo specifico ai gestori di punti vendita del commercio equo e solidale (il primo corso si terrà a Fiesole il 28 e 29 settembre 2007).

Il progetto intende rendere consapevole il cittadino europeo dei rischi connessi alla progressiva, drammatica riduzione della biodiversità e della agrobiodiversità in particolare. Nell’ultimo secolo si sono estinte 250 000 varietà vegetali con il ritmo di una ogni sei ore. Dall’inizio del '900 l’Europa ha perso l’80% delle proprie varietà agricole, gli Usa il 93%. Oggi meno di 30 varietà nutrono il 95% della popolazione mondiale. Questo fenomeno mette a rischio la possibilità di efficaci risposte a modificazioni ambientali, all’insorgere di nuove malattie, diminuendo di fatto la sicurezza e la sovranità alimentare tanto nel Nord che nel Sud del mondo.
Strettamente legato alla perdita di biodiversità è il processo di erosione culturale, che registra il suo fenomeno più preoccupante nel Sud del mondo, dove risiede la maggior ricchezza di biodiversità del pianeta.
Correlazione non casuale: le specie animali e vegetali utilizzate nell’alimentazione delle comunità indigene si sono evolute proprio grazie alla secolare attività di selezione di generazioni di contadini. La perdita di una cultura è irreversibile: con essa scompare il sapere che ha prodotto e tutelato la propria base alimentare.

I contadini e le comunità autoctone del Sud del mondo sono i principali custodi di biodiversità e, in larga parte, di un’alimentazione qualitativamente migliore dell’intero pianeta. Il progetto intende quindi fare conoscere al pubblico europeo modelli di agricoltura sostenibile, favorire modelli di sviluppo rurale rispondenti alle caratteristiche culturali delle comunità locali e indigene e valorizzare un’efficace interazione tra Paesi europei e Sud del mondo basata sul commercio equo e solidale. L’obiettivo è garantire principi di giustizia commerciale, solidarietà concreta e migliori opportunità di produzione agroalimentare.

Parte del nostro futuro dipende dalla sopravvivenza di culture a volte a noi sconosciute ma centrali per la protezione dell’agrobiodiversità, base del futuro alimentare per il mondo intero.

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