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L'impatto sociale

Salute – Cultura – Comunità


Sostenendo le comunità perché continuino o ricomincino a produrre un cibo buono, pulito e giusto, esercitiamo un'influenza positiva su consumatori e produttori: migliorando le condizioni di lavoro, riducendo i problemi di salute legati all'alimentazione, preservando le tradizioni e le identità regionali, rafforzando le economie locali, facilitando il dialogo fra generazioni, aumentando il valore della produzione alimentare e l'attenzione per il cibo e la terra, avvicinando un numero crescente di giovani a questo settore.

I nostri eventi e le attività di educazione (i Master of Food, i Laboratori del Gusto, gli orti scolastici) creano una consapevolezza nuova e stimolano cambiamenti sociali positivi, indirizzando verso scelte alimentari sostenibili. La portata di queste iniziative è spesso molto più vasta di quanto non suggeriscano l'immediato successo di pubblico e l'ampia copertura dei media – sia dei grandi eventi sia delle attività a livello locale – poiché il messaggio di Slow Food coinvolge tutta la comunità, raggiungendo chi prende decisioni, a più livelli.

Ad esempio, in Italia, più di 15000 bambini sono stati coinvolti nel progetto degli orti scolastici (gli Orti in Condotta) e diverse ricerche dimostrano che gli effetti si fanno sentire – in termini di un cambiamento dei comportamenti – anche nel resto della comunità, attraverso le famiglie, gli insegnanti e i volontari.
Facilitando l'incontro e la conoscenza fra produttori e consumatori (o co-produttori, come preferiamo chiamarli) influenziamo il modo in cui intere comunità si pongono nei confronti del cibo e del proprio territorio.
L'aiuto concreto ai produttori dei Presìdi Slow Food ha rafforzato molte comunità, aiutandole a preservare e valorizzare le proprie tradizioni, a ritrovare fiducia nel proprio lavoro, ad avere un reddito migliore.

In Guatemala, prima della creazione del Presidio del caffè delle terre alte di Huehuetenango, i produttori locali di caffè in questa regione non riuscivano a vendere il loro prodotto a un prezzo remunerativo. Oggi producono uno dei migliori caffè al mondo, sono affiancati da tecnici esperti, ricevono consulenza per la commercializzazione e sono fieri di vendere direttamente il loro prodotto alle torrefazioni e di partecipare a fiere internazionali.

In Norvegia, il Presidio dello stoccafisso dell'isola di Soroya ha riportato in vita una tradizione quasi scomparsa, ma fondamentale per la cultura locale e per lo stile di vita di questa comunità isolana.

In Etiopia, sul vulcano Wenchi, gli apicoltori vendevano i favi interi per strada, mentre oggi – grazie al Presidio – sono bene organizzati, hanno un locale di lavorazione e un punto vendita, producono un miele di ottima qualità, lo confezionano in vasetti di vetro, lo etichettano e lo presentano almeno una volta l'anno in fiere internazionali.

La comunità del cibo di Zala Kamba - Etiopia

"Per l'edizione 2008 di Terra Madre, abbiamo sostenuto i musicisti della comunità del cibo di Zala Kamba, appartenenti all'etnia Gamo dell'Etiopia sud-occidentale. Questi musicisti rivestono un ruolo importante all’interno della propria comunità: nei loro canti, accompagnati con gli strumenti tradizionali, raccontano i diversi compiti e le diverse fasi e stagioni dei lavori agricoli; eppure sono stati storicamente marginalizzati, persino nella loro stessa società. Terra Madre ha cambiato le loro vite. Nell'arco di quattro giorni, il gruppo di Zala Kamba non solo ha partecipato a seminari e discussioni, ma si è anche esibito al Salone del Gusto, che ha attratto 180.000 visitatori, e alla cerimonia di chiusura di Terra Madre, di fronte a un pubblico di 9.000 persone. Al loro ritorno in Etiopia, il governo ha tenuto una cerimonia per loro, onorandoli, per la prima volta in vita loro, per avere rappresentato la loro regione in un contesto internazionale, e invitandoli a partecipare a numerosi incontri ufficiali ed eventi nazionali. Tutti portavano ancora i loro badge, fieri di rappresentare Terra Madre".

Wolde Gossa Tadesse, Program Officer, Fondazione The Christensen Fund

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