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Dicono di noi

     
 

Slow Food ci ha mostrato che piacere e politica non sono necessariamente in conflitto. Il cibo dà grande piacere, ma è un piacere fondato sulla conoscenza di come è stato prodotto, di chi lo ha prodotto e del modo in cui è arrivato sul piatto. Il modo più piacevole di mangiare, guarda caso, è anche il più sostenibile e socialmente responsabile. Ecco perché provo tanta affinità spirituale con il movimento Slow Food.

Michael Pollan, giornalista, docente di giornalismo presso la Berkeley University e autore de "Il dilemma dell’onnivoro" e "In difesa del cibo" (USA)

 
 

Sono un grande ammiratore del movimento Slow Food e dell’importante lavoro che ha fatto per promuovere l’agricoltura sostenibile, per incrementare la conoscenza del buon cibo e per celebrare e condividere le tradizioni – spesso sviluppate nel corso di millenni – legate alla produzione alimentare di qualità. Ho visto di persona parte di questo nell’ottobre 2004, quando sono intervenuto a Terra Madre, a Torino, parlando a 5000 piccoli contadini di tutto il mondo. È stata un’esperienza memorabile e commovente.

Sua Altezza Reale Carlo, Principe di Galles (Regno Unito)

 
 

Slow Food è un guardiano della biodiversità, degli animali, delle piante e dei custodi degli alimenti del mondo ed essere referente di un Presidio mi lega in modo ancora più forte alle mie radici culturali.

Moises Quispe Quispe, referente del Presidio delle patate dolci di Pampacorràl (Perù)

 
 

È triste vedere i piccoli produttori sfruttati da intermediari e da consumatori che non si rendono conto delle loro difficoltà e della loro fatica. Per questo motivo, come fiduciario Slow Food e responsabile del Presidio del caffè delle terre alte di Huehuetenango, organizzo iniziative per promuovere i prodotti e i produttori delle nostre comunità, per stabilire relazioni solide tra di essi e i consumatori e perché le nuove generazioni non si dimentichino delle loro tradizioni alimentari.

Manrique López Castillo, fiduciario del convivium di Huehuetenango e referente del Presidio del caffè delle terre alte di Huehuetenango (Guatemala)

 
 

Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli. Uomini e donne, che nella loro terra, ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti.

Ermanno Olmi, regista (Italia)

 
 

Appena abbiamo avviato il nostro Presidio si subito è accesa la curiosità nei miei vicini. Mi chiedono: “Cos’è Slow Food? Com’è andata in Italia? Cosa ti hanno detto del formaggio?”. Ma la novità più grande è che ho trovato dei colleghi. La creazione del Presidio e il lavoro che ne è seguito ci hanno riuniti in un gruppo. Oggi posso chiamare uno degli altri produttori per discutere dei problemi della produzione di formaggio o dell’allevamento delle capre. Ed è una bella sensazione condividere con gli altri la mia esperienza.

Inger Jonsson, produttrice del Presidio del caprino dello Jämtland stagionato in grotta (Svezia)

 
 

Slow Food si batte per assicurare l’esistenza del qualcosa nella sfera del cibo. Il qualcosa, in ogni sfera e di ogni genere, ha bisogno di organizzazioni come Slow Food e di iniziative come queste, se non vogliamo essere sommersi da un mare di nulla.

George Ritzer, sociologo e docente presso l’Università del Maryland (USA)

 
 

Un uomo, dunque anche un uomo di sport che apprezza le gioie della vita, non può che apprezzare l’idea dello Slow Food. E, naturalmente, metterla in pratica, dribblando le mode e le banalità.

Michel Platini, ex calciatore francese e ora Presiente dell’UEFA (Francia)

 
 

Mi piace Slow Food perché non confonde la serietà con la tristezza.

Antonio Albanese, attore (Italia)

 
  Olmi ha fatto bene a fare Terra Madre perché la Terra sta davvero male.

Cecilia, bambina della III B, della scuola G.G. Badini – quartiere Aventino di Roma – dopo la visione del documentario Terra Madre di Ermanno Olmi (Italia)

 
 

Questo risotto che mangiamo oggi a pranzo ha un sapore migliore degli altri! È fatto con la zucca del nostro orto, l'abbiamo fatto crescere noi, è biologico e non ha veleni.

I bambini della Scuola Primaria G. Catti di San Mauro Torinese interrogati nella mensa coinvolti nel progetto di Slow Food Orto in condotta (Italia)

 
 

Sostengo Slow Food perché il piacere di mangiare è un piacere della vita che merita una cultura approfondita.

Giulio Rapetti (Mogol), paroliere (Italia)

 


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